giovedì 22 dicembre 2011

Grazie per gli auguri e buon Natale a tutti!



Ieri è sato il mio compleanno. Mi rendo conto che per la stragrande maggioranza delle persone non è un giorno lieto, tanto da diventare auspicabile la sua cancellazione dal calendario in alcuni casi "gravi". Per me non è così. Ho sempre vissuto il mio compleanno come un giorno di festa, forse perché per carattere sono una di quelle persone che amano la vita, o forse semplicemente perché amo ricevere i regali, ma soprattutto gli auguri. E già bello in questi giorni sentire per strada le persone che si salutano augurandosi a vicenda un buon Natale ed un felice anno nuovo, a tutto ciò nel mio caso si aggiungono gli auguri di buon compleanno. Vi domanderete perché io ami tanto gli auguri. Sono semplicemente un dono, un augurio appunto, di felicità, che non costa nulla a chi lo dona, ma arricchisce enormemente chi lo riceve. Quest'anno ho ricevuto veramente tanti auguri carichi di affetto da tante, tantissime persone e sono grata a ciascuna di loro perchè in quelle brevi frasi su facebook, o nelle telefonate sempre di corsa in questa vita esageratamente fenetica, ho recepito il loro affetto per me, il loro desiderio di volermi augurare tanta felicità, quindi ringrazio tutti di cuore.Sicuramente in questi giorni saremo presissimi dalle preparazioni per il Natale. Approfitto quindi di questo post per fare a tutti i nostri più cari auguri di Buon Natale.



Tronchetto della felicità

Ingredienti
Per la pasta biscotto al cioccolato
70 g di cacao
80 g di farina
80 g di zucchero
4 uova

Per la ganache al cioccolato bianco e chiodi di garofano
200 g di panna
50 g di burro
250 g di cioccolato bianco
5 chiodi di garofano

Per la ganache al cioccolato al latte e cannella
200 g di panna
50 g di burro
250 g di cioccolato al latte
1 cucchiaino di cannella in polvere



Riscaldare la panna in cui avremo messo i chiodi di garofano e lasciarla raffreddare.
Preparare la pasta biscotto. Sbattere i tuorli d'uovo con lo zucchero, quando saranno spumosi aggiungere la farina ed il cacao setacciati insieme, quindi montare a neve gli albumi ed aggiungere anche questi ultimi poco alla volta mescolando dall'alto verso il basso. Stendere l'impasto in una teglia foderata di carta da forno, cercando di dargli una forma rettangolare. Cuocere a 175°C per circa 20 minuti (dovrà risultare asciutto al tatto). Sfornare il rettangolo di pasta biscotto, pareggiarne i lati se necessario e capovolgerlo su un panno umido. Eliminare la carta da forno ed arrotolarlo insieme al panno, il più stretto possibile. Lasciarlo raffreddare arrotolato.
Preparare la ganache ai chiodi di garofano. Riscaldare nuovamente la panna con i chiodi di garofano, portandola quasi ad ebollizione. Aggiungere il burro a pezzi e versare il tutto sul cioccolato sminuzzato. Lasciare riposare 2 minuti, quindi mescolare. Fare raffreddare completamente la crema fino a che sia abbastanza densa da essere spalmata senza colare (se necessario lasciarla rapprendere un po' in frigo). Eliminare i chiodi di garofano.
Preparare la ganache al cioccolato al latte. Scaldare la panna con la cannella, aggiungere il burro a pezzi e versare il tutto sul cioccolato sminuzzato. Lasciare riposare due minuti, quiandi mescolare, fino ad ottenere una crema densa. Lasciare raffreddare anche questa ganache.
Pendere il nostro rotolo e srotolarlo. Eliminare il panno e spalmare il rettangolo di pasta biscotto con la ganache al cioccolato bianco e chiodi di garofano, lasciando un centimetro libero dai bordi. Riarrotolare il tronchetto, tagliarne una fetta spessa 4-5 dita e posizionarla sul lato. Mettere la ganache al cioccolato al latte e cannella in una sac à poche con beccuccio a stella e ricopire interamente il nostro tronchetto.



Vorrei mandare una fetta virtuale di questa torta a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri e mi vogliono bene. Grazie ancora

Anna Luisa

Con questa ricetta tipicamente natalizia partecipo al contest "E tu che dolce fai?"



Al contest "A cena con Babbo Natale"


al contest "Cucinando per Natale"



al nuovissimo contest "Buon Natale di tutto cuore"





martedì 13 dicembre 2011

Ed ancora i sapori del Natale: le mince pies



Amo il Natale, amo le luci per strada, l'euforia delle persone che, tra acquisti dei regali e preparativi del pranzo di Natale, passeggiano ammirando le vetrine addobbate a festa, amo gli alberi di Natale che si vedono attraverso i vetri delle finestre, quasi a raccontarci scorci di vita di ogni singola famiglia, amo i sentimenti che accompagnano questa festa, perché, diciamocelo, che a Natale si è tutti più buoni è vero, amo sentire le persone che si scambiano gli auguri con grandi sorrisi, insomma, amo tutto, ma proprio tutto ciò che rappresenta il Natale. Sono anche particolarmente fortunata, perché, essendo nata quattro giorni prima di Natale, questo periodo per me è veramente il più bello dell'anno. Non sono una di quelle persone che non vogliono invecchiare e cercano di dimenticare il giorno del proprio compleanno, mi piace festeggiarlo, almeno preparando un dolce da portare a lavoro o andando a cena fuori con Fabio, ma in questi giorni la mia attenzione è rivolta tutta al vero, grande giorno di festa, quando le persone che amo di più verranno da me ed io preparerò per loro tante ghiottonerie, cercando di inventarmi ogni anno qualcosa di nuovo per stupirli. Quest'anno ho deciso che ai tanti dolci che ci saranno a tavola si uniranno delle tortine, crostatine per la precisione, che racchiudono al loro interno tutti i sapori ed i profumi del Natale: le mince pies. Così ho deciso di fare un primo esperimento cercando di riprodurre quelle che ho mangiato l'anno scorso in Irlanda.



Mince pies

Ingredienti per 12 pies

350 g di farina
2 cucchiai di zucchero
180 g di burro+ un po' per imburrare gli stampini
1 pizzico di sale
1 uovo
1 cucchiaio di acqua fredda se necessario

per la farcitura:
1 mela
la buccia grattugiata ed il succo di 1 arancia
la buccia grattugiata ed il succo di 1 limone
25 ml di brandy
50 g di burro
100 g di uvetta
50 g di uvetta di Corinto
50 g di uvetta bianca
50 g di canditi
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di noce moscata
1/2 cucchiaino di all spices
1/2 cucchiaino di zenzero
90 g di zucchero di canna muscovado
1 cucchiaio di granella di nocciole

1 uovo per pennellare le pies



Mettere sul ripiano la farina, il sale e lo zucchero, mescolarli e formare una fontana. Rompere l'uovo all'interno di quest'ultima ed impastare, aggiungendo, se necessario, un cucchiaio di acqua fredda. Quando l'impasto sarà compatto ed omogeneo, avvolgerlo nella pellicola per alimenti e lasciarlo riposare in frigo.
Nel frattempo preparare il ripieno. Mettere in un tegame la mela sbucciata e tagliata a cubetti, le bucce ed il succo del limone e dell'arancia, il burro e di seguito tutti gli ingredienti, tranne lo zucchero e le nocciole. Mettere su fuoco basso e lasciare cuocere per 30-40 minuti, finché il composto risulterà asciutto. Farlo raffreddare ed unire lo zucchero e la granella di nocciole.
Imburrare la teglia da muffins e riscaldare il forno a 175°C.
Prendere la pasta dal frigo, stenderla e con un coppapasta della misura degli stampini che useremo, formare dei dischi. Foderare gli stampini da muffins con ciascun disco di pasta, bucherellarli con una forchetta e riempirli con la nostra farcitura. Con uno stampino per biscotti ricavare 12 stelle e riporle sulle nostre pies, pennellarle con un uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua, cospargerle di zucchero ed infornarle per 25-30 minuti. Farle raffreddare prima di sformarle.


Credo che l'esperimento sia riuscito bene, dato che Fabio ha esclamato:"sanno di Natale!"...e voi cosa ne pensate?



Con questa ricetta partecipo nella categoria pies&tarts al giveaway di Araba Felice



al contest di nonna papera "Canella, arancio e..."




ed al contest "Il dolce di Natale" 





Anna Luisa

venerdì 9 dicembre 2011

Polpette in tegame per le nipotine



Quanto io ami le mie nipotine è cosa nota a tutta la blogosfera. Quanto mi piaccia cucinare con loro non sto neanche a dirlo. Il dilemma nasce quando devo preparare qualcosa per loro. Mi risulta facile decidere se preparare qualche biscotto, oppure dei muffins o una bella torta, ma è difficile decidere quando devo preparare qualcosa di salato. Le signorine infatti hanno dei gusti precisi: guai a dire loro che per pranzo ci saranno le lenticchie, preferiscono non venire neanche a pranzo da noi. Il contrario succede quando c'è della pasta ripiena di cui sono ghiotte. Esiste però anche una via di mezzo: le polpette. Questo piatto che solitamente piace a tutti i bambini, nel caso delle mie nipoti segue questa regola solo se fatte, non si sa come, dalla loro maestra dell'asilo. Questo è accaduto per la più grande ed è lo stesso anche per la seconda...ci aspettiamo che la numero tre faccia altrettanto. Mia cognata ha provato a chiedere alla maestra come le facesse, ma lei non ha svelato nessun segreto, o per meglio dire, pare che nessun segreto ci sia. Tra gli innumerevoli tentativi fatti, per lo più conclusi con mio fratello che ormai non sopporta più le polpette per quante ne ha dovute mangiare dopo che erano state rifiutate dalle pargole, ho deciso di provarci anche io, con una ricetta di cui è goloso Fabio...



Polpette al vino in tegame

Ingredienti
500 g di codone di manzo tritato
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
100 g di mortadella
50 g di grana grattugiato
1 dado vegetale
noce moscata
1 uovo
50 g di mollica di pane
1/2 bicchiere di latte
1/2 bicchiere di vino bianco secco
50 g di farina
4 cucchiai di olio di oliva
sale e pepe



Tritare finemente la mortadella. Fate ammorbidire la mollica del pane nel latte appena intiepidito.
Versate la carne nella ciotola, aggiungete la mortadella, impastate.
Incorporatevi la mollica strizzata, il grana, il sale, il pepe e la noce moscata. Unite l'uovo e amalgamate prima con una forchetta, poi con le mani. Formate con le mani polpette rotonde. Portate a bollore 1/2 litro d'acqua, scioglietevi il dado. Tritate la cipolla, il sedano e la carota. Versate la farina in una fondina e passatevi le polpette. Versate l'olio nel tegame, aggiungete il trito di verdure preparato. Fate insaporire 2 minuti, mescolando con il cucchiaio di legno. Aggiungere le polpette, cuocere 5 minuti a fuoco dolce, scuotendo il tegame, per girarle e insaporirle uniformemente nel fondo di cottura. Versate il vino, alzate la fiamma e lasciate insaporire 5 minuti, sempre scuotendo il tegame. Aggiungete 1/2 bicchiere di brodo, coprite e cuocete le polpette a fuoco dolce per 20 minuti, unendo altro brodo man mano che il precedente è consumato; salate.
Togliete dal fuoco e servite.



Volete sapere come si è conclusa la storia? Le polpette sono finite...ma a quanto pare quelle della maestra sono sempre un'altra cosa ;-)

Anna Luisa

martedì 6 dicembre 2011

Una incontro tra amiche ed il castagnaccio lievitato



Sapete cosa significa sedersi davanti al computer e non sapere cosa scrivere? Non è che no ho nulla da dirvi, non sono certo una persona taciturna, un po' timida, ma taciturna proprio no. Il problema è che vorrei raccontarvi di questa buonissima torta che ho preparato, magari parlandovi dell'autunno, o della farina di castagne, ma sul mio volto è stampato un  sorriso da ebete da qualche giorno, che fatico a togliermi dal volto...anzi, non ci provo nemmeno.
Il motivo del mio sorriso è un incontro che si sarebbe dovuto fare da un anno, ma che per mille motivi veniva sempre rinviato, finché, calendario alla mano, è stato scelto lo scorso week-end e così è stato. Il primo raduno delle (st)renne si è svolto a Palermo, organizzato dal duo Stefania&Stefania in un modo impeccabile. Si è mangiato, tanto e benissimo in una sorta di mangialonga in cui hanno fatto la loro bella comparsa tutti i piatti della tradizione sicula (...giusto una comparsa però data la velocità con cui venivano finiti), dalle arancine alla cassata, dalla caponata in doppia versione, con melanzane e con mele, dal macco alle ossa dei morti, dagli anelletti alla parmigiana, dagli involtini di carne alle sarde a beccafico, senza dimenticare un intruso decisamente gradito, un panettone fatto da Stefania P&S, che non aveva nulla da invidiare a quelli della migliore pasticceria milanese. Insomma, ci sarebbe da aspettarsi un congruo aumento di peso, ma così non è stato, in quanto vige la regola che mangiando bene, non si ingrassa..
A parte il cibo non sono mancate le risate, le battute, le barzellette anche senza senso a cui qualcuno è riuscito a dare un senso, agli scherzi organizzati prima di partire, insomma abbiamo riso tanto da avere male ai muscoli della mascella e da qui il mio sorriso da ebete tuttora persistente.
Non sono mancati neanche gli scambi di regali, di ogni genere, come quelli culinari ad esempio e vogliamo parlare della pasta di mandorla a forma di renna oppure dei cioccolatini racchiusi in scatole da gioielli, in quanto doni decisamente preziosi...peccato che se un diamante è per sempre, i cioccolatini sono ormai già un ricordo :-P
Oppure vogliamo parlare della caccavelline, dei libri e degli addobbi che ci siamo scambiate? Insomma, posso dire che ho trascorso uno dei più bei week-end della mia vita e come è stato giustamente suggerito, andrebbe ripetuto più spesso [e al più p(r)esto ;-)]



Castagnaccio lievitato (da "Sale&Pepe" Novembre 2011)

Ingredienti:
250 g di farina di castagne
120 g di zucchero
2 uova
4 dl di latte
2 cucchiai di cacao amaro
5 cl di olio di girasole spremuto a freddo
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di mandorle a filetti
1 vasetto di crema di marroni



Setacciate la farina di castagne con il cacao e il lievito. Mescolate il latte a temperatura ambiente e l'olio. Montate le uova con lo zucchero fino a renderle spumose e incorporate, alternandoli, il mix di farina e la miscela di latte e olio. Rivestite uno stampo rotondo di 22-24 cm con la carta da forno bagnata e strizzata, versatevi l'impasto e cospargete di filetti di mandorle. Cuocete il castagnaccio a 180°C per 45 minuti.
Controllate la cottura con uno stecchino di legno inserendolo al centro del dolce: se ne esce asciutto e caldo, sfornate il castagnaccio, altrimenti prolungate la cottura di qualche minuto. Lasciatelo raffreddare, sformatelo,  servitelo farcito o accompagnato con  la crema di marroni.

Note mie: non avendo abbastanza latte ne ho sostituito 100 ml con altrettanti di panna.
Al posto dell'olio di semi di girasole ho utilizzato l'olio di riso che ormai uso regolarmente nei dolci dove è richiesto olio, per la sua assenza di sapore e perché l'impasto non risulta troppo pesante alla fine.
Abbiamo utilizzato la farina di castagne della Garfagnana che ha sicuramente contribuito a rendere così buono questo dolce.



Ci piace il castagnaccio, ma questa versione va oltre, soprattutto accompagnata con la crema di marroni, così come ci piace rivedere le nostre amiche...a quando il prossimo raduno? :-)


Con questa ricetta partecipo al contest "La Toscana nel piatto"



Anna Luisa

giovedì 1 dicembre 2011

Vi serve un'idea per la cena della Vigilia? Terrina di Salmone e gamberi su misticanza e uva



Certo che dopo avervi fatto tutto quel preambolo nel post del baccalà alla livornese, in cui dicevo che non amo il pesce e tanto meno amo cucinarlo, sono certa che vi stupirà la ricetta di oggi, a base di salmone.
Ricevo tanti complimenti, più o meno meritati, ma non sono una che si crede una chef, né credo di saper cucinare al pari dei cuochi che hanno studiato ed hanno fatto della cucina il loro mestiere. Sono cosciente di avere tante lacune ed in particolare i piatti di pesce sono il mio punto debole. Non per questo sono una che demorde, anzi, voglio imparare e per farlo devo provare, sperimentare, giocare in cucina almeno fino a raggiungere un livello accettabile. Proprio per questa ragione ho pensato di preparare un altro piatto di pesce, non difficile né complesso, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.
Se a questo si aggiunge che tra poco è Natale, ma prima c'è la Viglia a cui pensare, con una cena rigorosamente di magro, dove i piatti di pesce primeggiano e le idee su cosa preparare servono un po' a tutti, viene naturale pensare che questo piatto si presta benissimo ai nostri festeggiamenti e vi assicuro che anche gli ospiti più intransigenti, che non amano particolarmente il pesce, apprezzeranno questa terrina.




Terrina di Salmone e gamberi su misticanza e uva (da "La tavola delle feste" di S. Barzetti)

Ingredienti per 8 persone
600 g di polpa di salmone
16 code di gambero di qualità Black Tiger
4 albumi
1 rametto di aneto
2 carote
misticanza di insalate autunnali
300 g di uva nera
1 arancia
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Mondate e lavate le carote e le foglie di sedano. Mettete nel vaso del frullatore con la polpa di salmone, l'aneto, gli albumi, sale e pepe e frullate per ottenere un composto omogeneo.
Versatelo in una bastardella e amalgamatelo con i gamberi, precedentemente sgusciati e sminuzzati.
Sistemate il preparato su un foglio rettangolare di carta da forno, arrotolatelo dandogli la forma di un salame, avvolgetelo ulteriormente con un foglio di carta alluminio, serrate le estremità e lessate per 25 minuti, raffreddate per almeno 3 ore.
Lavate gli acini d'uva, tagliateli a metà ed eliminate i semini. Mondate e lavate le insalate e sgocciolatele bene.
In una ciotola emulsionate il succo d'arancia con olio, sale e pepe.
Togliete la preparazione dall'involucro, tagliatela a fette dello spessore di circa 1 cm, sistematele su letti di insalatine, guarnite con l'uva e condite con il dressing all'arancia.

Note mie: da non sottovalutare il dressing all'arancia, non perché copre il sapore del salmone (:-D), ma lega particolarmente con questa terrina.



Ormai ho intrapreso una strada senza ritorno: voglia imparare a cucinare il pesce!...se poi qualcuno vuole darmi una mano facendomi un corso di cucina a tema, lo apprezzerei molto ^_^


Con questa ricetta partecipo al contest "Dall'antipasto...al dolce"


Anna Luisa

martedì 29 novembre 2011

E non vi lasceremo mai....Rotolo di meringa morbido



Ci siamo, è arrivato il momento dei saluti, almeno per quanto riguarda noi in questo giro di (st)renne che ha avuto come tema "la tavola delle feste", ma non disperate, ormai lo avrete capito, come cantava la famosa canzone, non vi lasceremo mai! Infatti, non solo, come al solito, la settimana strennosa iniziata ieri con Ale&Dany, continua domani con Stefania, giovedì con Flavia e venerdì con Mapi, ma la settimana prossima abbiamo le (st)renne per un mese, che vincendo il concorso gluten-free indetto da Stefania, si sono aggiudicate la partecipazione a questa nostra raccolta e di entrare nel backstage delle strenne su facebook. Quindi, mi raccomando, ricordatevi la settimana prossima di passare lunedì da Eleonora, martedì da Mai, mercoledì da Emanuela, giovedì da Stefania e venerdì da Giulia. Inoltre, partecipando al concorso di questo mese, anche voi potreste vincere, non solo la possibilità di partecipare alla nostra prossima raccolta, ma anche un soggiorno per un weekend in una favolosa struttura in Sicilia! Allora, cosa fate ancora lì? Correte subito ai fornelli, impugnate i mestoli e stupiteci con le vostre ricette speciali, ma, mi raccomando, devono essere rigorosamente senza glutine ;-)



Nel frattempo vi lascio un'ideuccia con questo tronchetto assolutamente gluten-free, ma tanto buono che ho faticato a trattenere Fabio dal mangiarlo...almeno prima di aver scattato qualche foto...



Rotolo di meringa morbido (da Sale&pepe)

Ingredienti per 10 persone
9 albumi
350 g di zucchero
1 cucchiaino di amido di mais
1 pizzico di cremor tartaro (facoltativo)
1 cucchiaino di succo di limone
350 g di cioccolato fondente
1 baccello di vaniglia
3,5 dl di panna fresca
2 cucchiai di mandorle sfilettate

Aprite il baccello di vaniglia e fate cadere i semini nella panna. Portate a ebollizione, spegnete e coprite. Spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria. Unite la panna bollente e mescolate molto bene con una spatola, fino a ottenere una crema liscia e lucida (se si dovesse sgranare lavorate per un minuto con un frullatore a immersione).
Montate gli albumi a temperatura ambiente, quando iniziano a essere spumosi, incorporare 375 g di zucchero in 2-3 volte e continuate a montare finché la meringa diventa lucida. Incorporate l'amido di mais con il cremor tartaro e qualche goccia di succo di limone.
Foderate di carta da forno una teglia 30x26 cm circa, versate la meringa e tiratela con una spatola. Cospargetela con le mandorle. Cuocetela a 150°C per 20 minuti poi aprite leggermente il forno e lasciatela raffreddare completamente. Rovesciatela su un foglio di carta da forno ed eliminate quello di cottura. Spalmate la ganache sulla meringa fino a 3 cm dal bordo. Arrotolate strettamente ma delicatamente il rotolo, avvolgetelo nella carta da forno e nell'alluminio e conservatelo in luogo fresco fuori dal frigo.
Spezzettate metà del baccello di vaniglia e mescolatelo con lo zucchero rimasto. Tagliate una fetta spessa di rotolo e appoggiatela a lato del tronchetto  sul piatto da portata. Cospargete con lo zucchero alla vaniglia preparato e servite

Note mie:
Non ho utilizzato il cremor tartaro.
La quantità di meringa era decisamente troppa per stare in una teglia delle dimensioni indicate, per cui calcolate che deve essere alta circa un dito o poco più per poterla poi arrotolare.


Ho pensato di accompagnare il tronchetto con un simpatico personaggio: il pupazzo di neve fatto di pasta di zucchero (tratto dal libro "Patisserie" di Felder).
Ero un po' scettica su questa preparazione, ma mi sono dovuta ricredere...mi sa che rifaccio questo tronchetto per il mio compleanno ;-)



Infine un ringraziamento è doveroso, non solo al mio strennoso e dolcissimo maritino con cui condivido anche questo nostro blogghino, ma anche alle mie amiche (st)renne, che ormai considero al pari di sorelle ed alle (st)renne per un mese che si sono integrate perfettamente nella nostra allegra combriccola...grazie di esistere!

Con questo dolce partecipiamo al primo contest di Baci di zucchero!



Anna Luisa

lunedì 28 novembre 2011

MTchallenge di Novembre: baccalà alla livornese nel bicchiere



Signori e signore della corte, mi affido al vostro buon cuore nel presentare la mia ricetta per l'MTchallenge di questo mese. Ebbene, non solo la mia natura di pasticciona mi porta a sentirmi a mio agio molto più con i dolci che con i piatti salati, ma a ciò si aggiunge che se piatto salato deve essere, vi prego, non sia di pesce!
Signori della giuria (dovrei dire signore veramente ;-)), la causa di questa mia repulsione risale alla mia infanzia, quando mia zia, pur di farmi mangiare il pesce ogni venerdì almeno, me lo ricopriva di maionese e vi lascio solo immaginare la difficoltà a scovare le spine sotto uno strato di maionese alto un dito. Crescendo ho imparato ad apprezzarlo e benché il venerdì preferisca rivolgere la mia scelta verso i formaggi, mi capita saltuariamente di preparare del pesce. Certo, ammetto che preparare sia un parolone, considerando che tutta la mia preparazione consiste nel tagliare qualche pomodoro, uno spicchio d'aglio e del prezzemolo, utilizzare il tutto per farcire il pesce e metterlo a cuocere in forno. In ogni caso ammetto che un po' di fortuna questo mese l'ho avuta, in quanto la scelta del pesce è ricaduta sul baccalà.
Quando finalmente mi ero rincuorata vedendo la ricetta postata da Cristina del baccalà alla livornese, e ritenendola forse alla mia portata, ecco sopraggiungere un altro "problema": Fabio mi comunica che parteciperà anche lui!
Ora, signori della giuria, mettetevi nei miei panni (lo so vi andranno larghi e corti, ma provateci lo stesso), non solo ho dovuto elaborare una presentazione del baccalà alla livornese degna dell'MTchallenge, ma il grande sacrificio è che ho dovuto mangiare pesce per ben due, dico due volte in una settimana! E solo per questo mi reputo meritevole di ricevere uno dei premi dati da Alessandra, sperando che non si tratti di lavori forzati in un mercato ittico.



Baccalà alla livornese su crema di ceci con pomodorini confit

Ingredienti:
300 g di baccalà
20 pomodori pachino
200 g di ceci lessati
zucchero
olio
olio aromatizzato al rosmarino
sale
rosmarino

Tagliare il baccalà a pezzi e metterlo a cuocere a vapore poggiando i pezzi sul lato dove c'è la pelle, in modo che non si sfaldino. Lasciare cuocere circa dieci minuti, o finché il baccalà sarò tenero.
Nel frattempo tagliare a metà i pomodori, disporli in una teglia foderata di carta da forno con il lato tagliato rivolto verso l'alto, cospargerli di zucchero, salarli e condirli con un filo d'olio. Cuocere in forno per un'ora e un quarto a 100°C.
Con il frullatore ad immersione frullare i ceci con un filo d'olio e qualche ago di rosmarino.
Con le mani sfaldare i pezzi di baccalà in una ciotola, eliminando la pelle, condirlo con un filo d'olio preferibilmente aromatizzato al rosmarino e salare se necessario.
Comporre i bicchierini: versare in ciascun bicchiere un po' di crema di ceci su cui disporrete un po' di baccalà ed infine adagiarvi sopra qualche pomodorino confit. Decorare con un rametto di rosmarino.



Ora, signori della corte, lascio che vi ritiriate per deliberare e spero che non mi condannerete ai lavori forzati in un mercato ittico.

Anna Luisa

giovedì 24 novembre 2011

Ho fatto il baccalà con...cenere di olive nere



...pomodoro, basilico...ed un pizzico di fantasia. No, tranquilli, non sono stato contagiato dal marito di Stefania. Lui è un professionista a confronto mio. Ma quando ho sentito che la prossima ricetta da fare per l'MT challenge era il baccalà alla livornese, ho avuto un sussulto sulla sedia, come quando si è distratti e all'improvviso si viene tirati inaspettatamente in ballo. Si, perché il baccalà è roba mia. Io lo compro, io lo preparo e soprattutto alla vigilia di Natale, tutti i presenti aspettano in religioso silenzio il mio baccalà fritto che abbiamo deciso di farlo diventare antipasto, per gustarlo al meglio, prima che si sia troppo sazi. Una volta realizzato che avrei dovuto preparare la ricetta, prima di tutto ho letto per benino il post di Cristina di Insalata Mista (oltre che di Poveri ma belli e buoni) che ha vinto il mese scorso. Quindi mi sono procurato il baccalà. Sono così andato a Napoli dal mio fornitore di fiducia al Vomero e ho fatto un po' di scorta di coronello, la parte più alta, più tenera, saporita e pregiata del baccalà. Ho iniziato così a pensare a come realizzare la ricetta, e più ci pensavo più mi convincevo che volevo dare un tocco personale, ma senza stravolgere più di tanto i sapori di questa ricetta. Se baccalà alla livornese deve essere, che baccalà alla livornese sia! In mezzo ci si è messo anche un fine settimana tra Lucca e Milano che ha fatto altri danni. A Lucca infatti siamo entrati in tutte le librerie per cercare ispirazioni su libri di cucina toscana. Ne abbiamo trovati almeno un paio che ci piacevano e li abbiamo presi. Poi a Milano ho pensato alla presentazione del piatto, anche se ho lasciato qualcosa anche ad Anna Luisa che sicuramente vorrà rispondere a questa mia preparazione. Infine, scendendo da Milano, anche sull'Autogrill sono stato sorpreso a sfogliare l'ennesimo libro di cucina di pesce toscana, prima che Anna Luisa mi tirasse fuori di forza, ormai disperata...
Fino all'ultimo momento ho cercato di concretizzare la mia idea. Come pomodori, volevo usare i famosi pomodorini del piennolo del Vesuvio, la cui consistenza ed il cui profumo si sposano a meraviglia col baccalà. Il problema è stato trovarli. Ho girato non so quanti fruttivendoli, sono andato anche al mercato generale, ma niente, introvabili. Ancora troppo presto, di solito si trovano facilmente nel periodo natalizio. Quando ormai avevo preso le speranze, ecco che si materializzano davanti ai miei occhi mentro ero in macchina. Quindi sosta veloce, di corsa dal fruttivendolo che si sarà anche spaventato al vedermi arrivare in quel modo e bottino preso! Ormai ho tutto, posso mettermi al lavoro!








Finger food di baccalà alla livornose con cenere di olive nere

Ingredienti
1 pezzo intero di coronello di baccalà
1 grappolo di pomodorini del piennolo
1 fascetto abbondante di prezzemolo
100 g di olive nere di Gaeta
olio

Preparazione
Ho messo il baccalà nell'acqua e l'ho sciacquato ripetutamente e poi strizzato per bene, come mi ha suggerito il venditore. Quindi l'ho tagliato a cubetti, infarinati una prima volta, ripassati nella farina e scrollati di quella in eccesso prima di friggerli per 6 minuti in olio ben caldo e abbondante. Quindi ho fatto sgocciolare su carta assorbente per fritti.
Ho lavato per bene e tagliato a metà i pomodorini. Ho messo un filo d'olio in padella e li ho fatti andare per qualche minuto a fuoco basso.
Ho lavato il prezzemolo e ho fatto un'emulsione con l'olio utilizzando il frullatore ad immersione.
Precedentemente ho tolto i noccioli alle olive (lasciate in ammollo sotto acqua corrente per dissalarle) e le ho messe ad essiccare in forno per un'ora a 100 °C. Quindi, una volta raffreddate, le ho sminuzzate finemente.
Sono quindi passato alla composizione del piatto. Ho fatto una striscia di emulsione al prezzemolo come base su cui ho adagiato i pezzetti di baccalà sui quali ho posto mezzo pomodorino e un pizzico di cenere di olive nere. Ho fermato il tutto con stecchini di bambù.







Ora non oso immaginare cosa preparerà Anna Luisa, ma qualche vaga idea già ce l'ho...

Fabio

martedì 22 novembre 2011

Se (st)rè chic deve essere, (st)rè chic sia...! Pane brioche ai pistacchi e uvetta con spuma di foie gras e cipolle caramellate



Siamo arrivati al secondo appuntamento con la raccolta delle (st)renne. Come vi ho già detto nel post della settimana scorsa, il tema di questa volta è "la tavola delle feste secondo le (st)renne". Ognuna di noi è solita passare il Natale con i propri cari ed è proprio per festeggiare al meglio questo giorno, che ci impegnamo particolarmente, non solo per fare bella figura, ma soprattutto per dimostrare il nostro affetto a coloro che amiamo. Che il menu sia tradizionale, oppure che sia innovativo, certamente cercheremo di fare del nostro meglio, realizzando anche piatti eleganti e chic. E' infatti proprio in queste feste che si è soliti tirare fuori dagli armadi le tovaglie ed i servizi migliori, i quali, dopo mesi senza vedere la luce, faranno la loro bellissima scena a tavola. Ovviamente anche le pietanze servite dovranno essere all'altezza della situazione, quindi essere eleganti e sobrie, ma soprattutto gustose tanto da soddisfare anche i palati più esigenti dei parenti che quel giorno festeggeranno con noi il Natale. La nostra idea è proprio quella di darvi qualche idea per i banchetti che vi apprestate a fare ed allo stesso tempo, fare partecipare anche voi al nostro pranzo natalizio.



Pane brioche ai pistacchi e uvetta con spuma di foie gras e cipolle caramellate
(da "La tavola delle feste" di S. Barzetti)

Ingredienti
Per il pan brioche:
600 g di farina 0
250 ml di latte intero
1 uovo intero e 2 tuorli
20 g di lievito di birra
50 g di burro
8 g di zucchero semolato
15 g di sale
40 g di pistacchi sgusciati e tritati
45 g di uvetta sultanina
40 ml di panna fresca
burro per gli stampi

Per la mousse:
250 g di mascarpone
500 g di foie gras
burro
4 bacche di ginepro
1 arancia
sale, pepe bianco e cannella

Per le cipolle caramellate:
2 arance
5 cipolle rosse
1 foglia di alloro
olio d'oliva
3 cucchiai di zucchero di canna
sale

Per il pane brioche: intiepidite il latte in una casseruola, versatelo in una bastardella e incorporate il burro ammorbidito, lo zucchero, il lievito, l'uovo intero e i tuorli. Versate la farina a fontana e al centro unite il composto. Mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo e fatelo lievitare in luogo caldo e riparato per 30 minuti. Unite i pistacchi tritati, il sale e l'uvetta sultanina ammollata in acqua, poi impastate per un minuto. Dividete l'impasto in due parti e sistemateli in stampi da plumcake imburrati, della capacità di un litro cadauno.
Spennellate il composto con una parte della panna fresca e fate lievitare in luogo protetto fino a quando la pasta non raggiungerà il bordo superiore dello stampo; spennellate nuovamente la superficie e infornate a 220°C per 25 minuti. Togliete dallo stampo e fate raffreddare.
Affettate il foie gras; scaldate del burro in una padella antiaderente con le bacche di ginepro, rosolate metà delle fette di foie gras per 30 secondi per lato e fatele raffreddare su carta da cucina. Frullate il foie gras con il mascarpone, insaporite con il sale e pepe bianco, poca cannella e la buccia grattugiata dell'arancia. Scaldate in una padella due cucchiai d'olio con la foglia di alloro, unite le cipolle affettate finemente, fatele appassire per 4 minuti, salatele e incorporate lo zucchero, sfumate con il succo di due arance e lasciate cuocere fino a che la salsa raggiungerà una consistenza simile a quella del miele.
Rosolate con un po' di burro le rimanenti fette di foie gras, tagliate il pane e tostatelo per qualche minuto in forno; sistematelo al centro del piatto, spalmatevi la mousse al mascarpone e decorate a piacere con bacche di ginepro e una foglia di aneto. A lato sistemate la fetta rosolata di foie gras e guarnite con una cucchiaiata di composta di cipolla.

Note mie: per essere certa che il pan brioche venisse morbido, ho preparato un primo impasto con il latte, il burro, le uova, lo zucchero ed il lievito, vi ho aggiunto un paio di cucchiaiate di farina dai 600 g indicati nella ricetta ed ho fatto una prima lievitazione di circa un quarto d'ora.
Ho utilizzato farina Manitoba ed un cubetto intero di lievito.
Invece di due plumcake grandi ho preferito prepararne uno grande e quattro miniplumcake, che si prestano bene ad essere serviti come tartine o per formare un "tramezzino" finger food.
Li ho infine cotti a 180°C per i miniplumcake la cottura è stata di circa 15 minuti, mentre per il pan brioche grande di 25 minuti circa.
Alla fine ho messo la mousse in una sac a poche con la bocchetta a stella ed ho disegnato un albero di Natale nel piatto, Per la stella ho riempito uno stampo per biscotti a forma di stella di cipolle caramellate ed ho servito la mousse con il pan brioche semplicemente affettato, senza tostarlo.




Non dimenticate di passare domani da Stefania, con un imperdibile appuntamente di (St)rè chic, la tavola delle feste secondo le (st)renne e di partecipare alla sua gara con un piatto chic per il pranzo i Natale...ma senza glutine ;-)
Invece con le altre (st)renne il calendario è sempre lo stesso: il lunedì Ale&Dany, il martedì noi, il mercoledì Stefania, il giovedì Flavia ed il venerdì Mapi, e l'ultima settimana faranno la lor comparsa le cinque (st)rennine vicitrci dell'ultima gara indetta da Stefania...vi apettiamo ;-)



Anna Luisa

giovedì 17 novembre 2011

Bella, bellissima...no, di più, torta stupendissima!



Vi racconto una storia: c'erano una volta delle persone, erano tante, ma veramente tante, un numero non ben definito, che amavano cucinare. Cercando ricette su internet, girovagando per il web e per mille altre ragioni, queste persone si trovarono a scrivere tutte sullo stesso forum, chiacchierando di cucina, scambiandosi ricette, idee ed esperienze in cucina, ma esprimendo pian piano anche i loro sentimenti, parlando dei problemi che avevano e trovando dall'altra parte delle amiche, di quelle vere, quelle che è difficile trovare anche nella vita reale, disposte sempre ad aiutarti come meglio potevano. Una persona in particolare, iniziò a considerare il forum come una seconda casa, tanto da sentirne la mancanza quando non riusciva a visitarlo per qualche giorno. Sul forum c'erano persone di tante città d'Italia, di Napoli, di Genova, di Catania, di Milano, e così via, ma si incontravano virtualmente più di quanto non facessero con i loro amici concittadini. Questa persona, che era di Napoli, voleva bene a tutte le persone del forum, ma forse per il tono sempre allegro, per la bravura in cucina e per la conoscenza di tecniche ed ingredienti, si affezionò ad una persona di Genova, con la quale si sentiva legata da un affetto particolare, la considerava quasi una sorella maggiore, una confidente sincera che avrebbe fatto i salti mortali pur di aiutarla e lei era disposta a fare altrettanto, anche a difenderla, da chi ne avesse parlato male.
Nonostante questo profondo affetto e questa stima, la persona di Napoli sentiva di avere quasi un debito, non con la persona di Genova, ma con se stessa. La genovese infatti era nota per una torta in particolare, di speciale bellezza, a giudicare dal nome, ma anche di una bontà infinita e la napoletana si rammaricava di essere tra i pochi a non aver provato sì tanta bontà. L'occasione le venne fornita da una persona di Catania, che pensò bene di organizzare una sfida mensile moooolto divertente, in cui andavano riprodotte le ricette di un blog. Saputo il nome del blog, la napoletana non ebbe dubbi, la ricetta scelta doveva essere quella, si, lei, l'inimitabile, la superlativa, Stupendissima! L'unica perplessità le venne leggendo il post della genovese, in cui la creatura più dolce e famosa della blogosfera faceva nascere un dubbio amletico...ma sul sapore di una torta influisce la forma dello stampo? Non essendo in grado di dare una risposta ad una domanda così profonda, pensò bene di preparare la torta, non rotonda come diceva la sua amica genovese, né quadrata come preferiva la creatura, ma rettangolare...e viva la par condicio!



Stupendissima (versione di Alessandra)

la fonte è Kitchen, Marie Claire, ma ho apportato tante e tali di quelle modifiche che ormai l'originale è solo un ricordo
pasta frolla ( io uso la mia ricetta, che prevede 300 g di farina, 200 di burro, 100 di zucchero, 1 uovo, la buccia grattugiata di un limone e un pizzico di sale. Lavoro in fretta, stendo la pasta nella tortiera e metto in frigo, il tempo per preparare il ripieno, non di più)
per il ripieno:
180 g di burro a temepratura ambiente
300 g di zucchero ( ridotto drasticamente a 200- e va bene così)
4 uova intere, grandi
la scorza grattugiata di un limone ( l'originale diceva due cucchiaini, io preferisco abbondare)
il succo di mezzo limone
90 g di cocco grattugiato
uno yogurt alla vaniglia ( l'originale prevede uno yogurt bianco e una bustina di vanillina, fate voi)

Montare il burro a crema con lo zucchero e aggiungere le uova, ad una ad una, poi lo yogurt, il succo e la scorza di limone e in ultimo il cocco. Versare la crema nello stampo e far cuocere a 180 gradi per almeno mezz'ora: la superficie deve essere appena appena brunita. Il ripieno rassoda a contatto con l'aria, quindi non preoccupatevi, se vi sembra molle.
Lasciate raffreddare bene e poi spoverate con abbondante zucchero a velo.




Quelle persone non si videro più su quel forum, ma la storia ha lo stesso un lieto fine, perché rimasero amiche e crearono, con una loro amica di Palermo, un gruppo e così continuarono a scherzare, divertirsi insieme e scambiasi ricette e consigli in cucina.
Ah, dimenticavo...e vissero felici e contente ^_^
E per il bene che voglio a questa persona, ne ho fatta anche una versione a cuoricino.



Con questa ricetta partecipo al contest The Recipe-tionist di Flavia.

Anna Luisa