venerdì 25 giugno 2010

Ma l'estate quando arriva? Lasagna di spada


Finalmente è arrivata l'estate...o forse è arrivato l'autunno? Inizio a pormi questa domanda, dopo gli ultimi giorni dove si sono alternati caldi raggi di sole e nubi cariche di pioggia accompagnate da un vento freddo. Certo non posso lamentarmi, considerando che in altre regioni...nevica! Ma posso chiedermi in quale stagione siamo e soprattutto quando arriverà la tanto bramata estate. Perché, diciamocelo, se l'autunno è bello per i suoi cambiamenti di colore, l'inverno perchè c'è Natale, la primavera perchè è allegra, l'estate è la stagione delle vacanze per eccellenza e quindi desiderata e programmata tutto l'anno. Ma quando capita un tempo così, come si fa a godersi le vacanze? "Fortunatamente" le mie sono ancora lontane, ma mi dispiace per tutti quelli che stanno trascorrendo le loro ferie sotto la pioggia.
Sperando che l'estate giunga presto, vi propongo questo piatto quantomeno primaverile ;-)




Lasagna di spada (Cucina Italiana Maggio 2010)

Ingredienti:
900 g di fettine sottili di spada
600 g di piselli sgranati
350 g di taccole
50 g di cipolla
aglio
brodo vegetale
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Lessare le taccole per 10 minuti, poi scolatele e cuocetele in padella per 5 minuti con l'olio, uno spicchio d'aglio, sale e pepe.
Soffriggete la cipolla tritata in un filo d'olio per 3 minuti, poi fatevi insaporire i piselli per 7 minuti, bagnateli con 400 g di brodo e fateli stufare 5 minuti, infine salateli, pepateli e frullate in crema.
Preparate la lasagna:  in una pirofila (da tavola e da forno) allargate un paio di cucchiai di crema di piselli, poi proseguite a strati alternati, con le fettine di pesce, la crema e le taccole. Completate con un filo d'olio, sale, pepe e infornate a 180°C per 40 minuti.



Note mie: ho omesso le taccole in quanto Fabio non le ama particolarmente ed ho deciso di preparare delle monoporzioni...ne è risultato un antipasto molto carino ;-)

Anna Luisa

martedì 22 giugno 2010

21...un giorno speciale Magia di Primavera di De Riso

Dovete sapere che nella mia vita c'è una data che si ripete in modo del tutto casuale, ma tantissime volte: il giorno 21. Infatti sono nata il 21 Dicembre (solstizio d'inverno), mi sono laureata il 21 Luglio, il mio onomastico è il 21 Giugno (solstizio d'estate) e non mi sono stupita per nulla quando Fabio ed io abbiamo deciso di sposarci un sabato di Giugno di sette anni fa e quel sabato era il 21 Giugno.
Sono passati ben sette anni da quel caldissimo giorno d'estate ed oggi, anche se la temperatura è molto più bassa, mi sembra che sia successo tutto solo da pochi giorni.
Avrete capito quindi che ieri è stata una giornata di festeggiamenti, tra telefonate per gli auguri e fiori arrivati a casa. E quale modo migliore di festeggiare l'onomastico e l'anniversario di matrimonio, se non con una bella torta? La scelta questa volta è caduta su una torta di De Riso: Magia di primavera (è vero che oggi entra l'estate, ma data la temperatura mi accontenterei di una giornata primaverile!)



Magia di Primavera (da "Dolci in famiglia" di Sal De Riso)

Ingredienti:
Per la gelatina di fragole:
250 g di fragole
50 g di zucchero
8 g di gelatina

Per la panna cotta:
250 g di panna liquida
30 g di zucchero
8 g di gelatina

Per la crema al cioccolato:
120 g di latte fresco intero
50 g di panna fresca
60 g di tuorlo d'uovo (n°3)
50 g di zucchero
12 g di amido di mais
1/3 di baccello di vaniglia
35 g di cioccolato fondente al 70%
40 g di panna montata zuccherata

Per la mousse alle fragole:
200 g di polpa di fragole
150 g di panna semimontata
12 g di gelatina
35 g di albumi d'uovo (n°1)
55 g di zucchero
30 g di acqua
5 g di miele millefiori

Per la salsa di fragole:
100 g di fragole frullate
60 g di zucchero
10 g di succo di limone

Per il pan di spagna ai lamponi:
60 g di pasta di mandorle al 50%
40 g di succo di lampone filtrato
55 g di uova intere (n°1)
20 g di tuorlo d'uovo (n°1)
65 g di zucchero
70 g di albume d'uovo (n°1)
25 g di zucchero
55 g di farina 00
30 g di burro

Per decorare:
fragole fresche




Preparare il pan di spagna. Amalgamate in un contenitore capiente, con un cucchiaio di legno, la pasta di mandorle con il succo di lampone filtrato a temperatura ambiente. Con l'aiuto di una frusta elettrica fare montare, a parte, l'uovo intero con i tuorli e 65 g di zucchero. In un altro contenitore montare gli albumi con i 25 g di zucchero. Setacciate la farina e fate sciogliere in un piccolo tegame il burro senza riscaldarlo. Quando tutte le prenotazioni saranno pronte, iniziate a miscelare le uova montate nella pasta di mandorle e lampone. Incorporate l'albume montato e unite a pioggia la farina setacciata. Miscelate delicatamente con un cucchiaio di legno ed alla fine aggiungete il burro fuso. Versate il composto in una cornice quadrata 22x22 poggiata su una tortiera rivestita di carta da forno e fate cuocere in forno preriscaldato a 190-200°C per circa 20 minuti.

Per la gelatina alle fragole, frullate le fragole con lo zucchero e unite la gelatina sciolta e precedentemente ammollata in acqua fredda. Lasciate la preparazione a temperatura ambiente.

Per la panna cotta: in un pentolino lasciate bollire per 30 secondi la panna con lo zucchero e unite la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda. Lasciate sciogliere bene la gelatina e fatela raffreddare a temperatura ambiente.




Preparate il giro-torta: chiudete il fondo di una cornice d'acciaio quadrata alta 3 cm e di dimensioni 10x10 cm con una pellicola trasparente per alimenti. Posizionate la cornice poggiata sopra una teglia d'acciaio in freezer e fatela raffreddare. Versate un primo strato alto circa 1 cm, di gelatina di fragole. Mettetelo in freezer e lasciatelo congelare. Dopo questo tempo colate sopra la gelatina uno strato spesso 1,5 cm di panna cotta ancora liquida. Fatelo congelare bene, dopodiché versate un altro strato alto 1 cm di gelatina di fragole. Quando il tutto sarà ben congelato, estraete la mattonella di gelatina e panna cotta dalla cornice d'acciaio. Tagliate una striscia di circa 3 cm di larghezza ed affettatela  con un coltello, ricavandone tante striscioline di 1/2 cm. Fate aderire bene le striscioline alle pareti di un cerchio d'acciaio di 24 cm di diametro e alto 4 cm, facendo in modo di sistemarle una accanto all'altra. Ponete il decoro in freezer fino al momento della composizione del dolce.

Per la crema al cioccolato: fate bollire in un pentolino il latte con la panna e i semini del baccello di vaniglia. A parte, in una pentola capiente, mescolate i tuorli con lo zucchero e l'amido. Aggiungete il latte e la panna bollente, cuocete la crema a 82°C per circa 1 minuto e togliete la pentola dal fuoco.Unite il cioccolato a pezzi e fatelo sciogliere. Versate la crema in un contenitore d'acciaio, copritela con la pellicola trasparente e ponetela a raffreddare in freezer. Quando la crema avrà una temperatura di circa 15°C, aggiungete la panna montata e miscelate bene.Utilizzatela subito.



Per la mousse di fragole: frullate la polpa di fragole e mettetela in un contenitore capiente. A parte, in un pentolino, preparate la cosiddetta "meringa all'italiana": fate cuocere  lo zucchero con l'acqua ed il miele fino a 120°C e versare lo sciroppo a filo sull'albume. Lasciatelo montare fino a quando non risulterà quasi freddo. In un altro recipiente semimontate la panna con l'aiuto di una frusta elettrica. Miscelate la gelatina sciolta e precedentemente ammollata in acqua fredda con la purea di fragole. Unite la panna montata ed infine la meringa all'italiana. Miscelate bene la mousse ed utilizzatela subito.

Per la salsa di fragole:fate bollire la polpa frullata con lo zucchero per 5 minuti, unite le gocce di limone e lasciate raffreddare in un contenitore a temperatura ambente. Conservate la salsa in frigorifero a +4° C fino al momento dell'utilizzo.

Per comporre e decorare:riprendete dal freezer il cerchio d'acciaio decorato con le fettine di gelatina di fragole e panna cotta. Ponete al centro il disco di pan di spagna ai lamponi e, con l'aiuto di un sac à poche, create tanti piccoli ciuffi di crema al cioccolato uno accanto all'altro fio a ricoprire l'intera superficie. Rimettete in freezer per circa 30 minuti, dopodiché ricoprite con la mousse di fragole fino al bordo e livellate il piano con una spatola. Riponete la torta in freezer per circa 2 ore. Dopo questo tempo, spalmate sulla superficie del dolce la glassa alle fragole ad una temperatura di circa 30° C. Riscaldate il cerchio con un phon e sfilatelo. Adagiate il dolce sopra un piatto da portata ed infine decoratelo con delle fragole fresche.

Note mie: Sia per la gelatina di fragole che per la mousse, dopo avere ammollato la colla di pesce in acqua fredda, l'ho sciolta in una piccola quantità di polpa di fragole riscaldata e poi ho unito quest'ultima al resto delle fragole frullate.
Ho inoltre bagnato il pan di spagna con del succo di fragole.




Che dite, è il caso che inizi a stare attenta che il 21 non mi diventi fatale...anche per la linea?

Anna Luisa


Con questa ricetta partecipo al contest  di "La cucina di Irina"

venerdì 18 giugno 2010

Dolci ricordi: tartellette al lemon curd ed allo strawberry curd



Oggi sono stata assalita dai ricordi, ricordi d'infanzia, ricordi delle festività a casa nostra. Il Natale, la Pasqua, la festa di fine estate, erano tutte delle feste bellissime.
Vi ho già detto che la mia famiglia è molto numerosa, con 7 zii tra fratelli e sorelle di mio padre e 6 tra sorelle ed un fratello di mia madre. Le festività però venivano festeggiate sempre con la famiglia di mio padre. Ricordo le enormi tavolte degi adulti ed una tavolata più piccola per noi bambini. Si scherza, si rideva tanto e si mangiava, ancora di più. Non vedevo l'ora che tutta la famiglia si riunisse da noi, tutti intorno alla mia dolcissima nonna a cui ho voluto tanto bene e che a sua volta mi ha voluto bene, forse più che ai suoi stessi figli. Per me non era festa se non venivano tutti. Purtroppo si cresce, la vita porta gli affetti lontano e le feste cambiano, cambiano atmosfera, cambiano sapore. E così ci si ritrova a ricordare.
 In questi giorni è stato qui un mio zio di Padova, ma purtroppo non sono riuscita a dedicargli il tempo che avrei voluto, per cui, dopo un breve incontro ieri mattina, questa sera siamo stati a cena insieme, una semplice pizza certo, ma è stato bello incontrarlo e rivederlo come se per lui gli anni non fossero trascorsi affatto. Eravamo solo in quattro, ma è come se fossi stata catapultata in una delle festività della mia infanzia e mi fosse stato possibile riassaporare la dolcezza degli affetti di allora.




Ricordate il lemon e lo strawberry curd che ho preparato? Bene,  ho pensato di utilizzarli per queste allegre tartellete...

Tartellete al lemon&strawberry curd

Pasta sucrée di Roux
Ingredienti
250 g di farina
100 g di burro tagliato a dadini ed ammorbidito
100 g di zucchero a velo setacciato
un pizzico di sale
2 uova a temperatura ambiente



Versare la farina a fontana sul piano di lavoro (l'ideale sarebbe di marmo). Mettere al centro il burro, lo zucchero ed il sale e mescolare con la punta delle dita. Incorporare pian piano la farina, lavorando delicatamente l'impasto finché assume una consistenza grumosa.
Rifare la fontana e aggiungere le uova. Incorporatele all'impasto di farina, lavorando con la punta delle dita, finché l'impasto comincia a stare insieme.
Quando l'impasto è ben amalgamato lavorate un po' di polso finché diventa liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciate riposare in frigorifero per 1-2 ore prima di usarla.
Quando l'impasto ha riposato ed è il momento di toglierlo dalla pellicola e stenderlo su un piano leggermente infarinato fino a 2-3 mm di spessore.
Imburrate gli stampini e mettetevi i dischi di pasta, facendo aderire bene con i pollici. Lasciare riposare in frigo per almeno 20 minuti. Scaldate il forno a 180°C. Bucherellate i fondi dei gusci con una forchetta, rivestiteli di carta da forno, poggiatevi dei pesi e cuocete in bianco per 10 minuti, quindi, eliminate i pesi e continuate la cottura altri 5 minuti. Sformate i gusci su una griglia e lasciate raffreddare. Quando sono freddi, guarniteli con il lemon curd o con lo strawberry curd.

Note mie: invece dei ceci ho messo uno stampino come peso e la pasta non è nè cesciuta, nè si è ritirata.

Certo che un bel dolcino, nei momenti di nostalgia, riesce a tirare su il morale...

Anna Luisa

mercoledì 16 giugno 2010

Forza Italia...con dolcezza: Old fashioned chestnut cake

Non amo molto il calcio, a dire il vero proprio non capisco come si possa guardare per novanta minuti o più delle persone che danno calci ad un pallone, senza annoiarsi mortalmente e per di più arrivando ad arrabbiarsi ed a litigare anche se la partita non termina secondo i propri desideri. Una mia teoria, dato che il calcio è molto seguito dal sesso maschile, è che questa passione dipenda dal cromosoma Y, notoriamente mancante a noi donne. In realtà conosco anche alcune donne che seguono le partite infervorandosi, gridando, gioendo o arrabbiandosi anche più degli uomini, ma sono casi veramente rari. In ogni caso, devo dire che ogni quattro anni, forse per una fortuita combinazione astrale, anche io seguo le partite di calcio dell'Italia ai Mondiali. Gli ultimi Mondiali mi sono piaciuti molto, certo non per la bravura (?) dei calciatori o per il risultato finale, quanto per i primi piani dei giocatori che quell'anno sembravano modelli più che calciatori, partendo da Cannavaro e passando per Totti, Toni e Del Piero. Così, speranzosa che Lippi nello scegliere la formazione si sia soffermato sul lato puramente estetico, anche quest'anno ho deciso di seguire le partite...dove? Ma a casa di Rosaria naturalmente, nello stesso posto dove li abbiamo visti l'ultima volta e che pare abbia portato bene. (...d'altro canto siamo napoletani ed un po' di superstizione ci sta bene!). Insomma, devo dire che in un clima decisamente goliardico, tra urla, cori, suoni di trombette ed imitazioni non proprio ben riuscite del balletto di Shakira, mi sono divertita persino io a vedere la partita!
Certo non potevo presentarmi a mani vuote e così ho dato il mio contributo al clima festaiolo con una torta non proprio estiva, ma veramente goduriosa: la Old fashioned chestnut cake di Alessandra...un nome, una garanzia! Copio la ricetta dal suo blog: menuturistico




Old fashioned chestnut cake

Ingredienti
Per la base

Se la desiderate più alta, seguite le indicazione della base della Old Fashioned Originale

Invece, se la volete più bassa, come in questa versione, prendete:

100 g di crema di marroni
100 g di cioccolato ( dal 50% al 70%, dipende da quanto la volete dolce))
100 g di burro
4 uova (tuorli e albumi)
30 g di farina
1/2 cucchiaino di lievito
1 cucchiaio di zucchero

Spezzettate il cioccolato, fatelo fondere a bagnomaria con il burro a dadini.
Montate i tuorli con lo zucchero e, quando sono spumosi, aggiungetevi la crema di marroni.
Appena il cioccolato ed il burro si sono sciolti, toglieteli dal bagnomaria, mescolateli per amalgamarli bene, lasciate leggermente intiepidire e poi versateli sul composto di uova e marroni. Riprendete a montare e, in ultimo, aggiungete la farina setacciata con il lievito.
Amalgamate bene con una spatola.
Montate le chiare d'uova a neve, non troppo soda e incorporatele al composto di base. Dopodiché, prendete due tortiere, meglio se a cerniera e di 22 cm di diametro (la mia era troppo grossa), foderate il fondo con carta da forno e imburrate bene i bordi: poi, versare metà composto in ciascuna di esse e infornare a 180 gradi per una mezz'oretta.
Lasciate raffreddare benissimo prima di sformare, perché l'impasto è molto morbido e se non sono perfettamente fredde corrono il rischio di sbriciolarsi.



Nel frattempo, preparare la Ganache alla Crema di Marroni

200 g di cioccolato fondente
300 g di panna fresca non montata (potete scendere anche a 250 g)
200 g di crema di marroni
1 cucchiaino di caffè solubile
1 cucchiaino di rum


Fate fondere il cioccolato a bagnomaria. Quando è perfettamente fuso, aggiungere la panna e mescolare bene con una frusta, in modo da avere un composto abbastanza denso. Unite rum e caffè e fate raffreddare montando con le fruste elettriche. Io ho usato il Ken per una decina di minuti: non preoccupatevi se non monta tantissimo, perché il successivo passaggio in frigo provvederà a farla addensare come si deve. Comunque sia, quando si è raffreddata, aggiungete la crema di marroni e montate ancora un po'.




Assemblaggio del dolce:

Se avete un anello da pasticceria, sarebbe meglio usare quello. Altrimenti, potete sempre servirvi di uno stampo a cerniera: in questo caso, non sformate la torta che dovrà fare da base al dolce.
Fate uno strato di ganache sulla superficie della prima torta e qui fate attenzione: siccome la ganache, in questa fase di lavorazione, è ancora morbida, mettetene poca, al centro del dolce, e allargatela con una spatola, facendo attenzione a non farla trasbordare. Dopodiché, mettete tutto in frigo, torta e ganache.
Dopo circa tre ore, vedrete che la crema si sarà ben rassodata, ma resterà comunque morbida. Lasciatela a temperatura ambiente per una mezz'oretta, poi proseguite con l'assemblaggio:
se vedete che la ganache sulla prima torta non è molto alta, spalmate ancora un po' di ganache (io calcolo come max un dito di spessore: se è troppo alto, non regge il peso della seconda torta e della decorazione successiva) coprite con la seconda torta e spatolate la ganache tutta intorno. Regge anche fuori dal frigo, senza problemi.

Note mie: per mancanza di tempo ho utilizzato il procedimento della "old fashioned chocolate cake" come consigliato anche da Alessandra.
Per la stessa ragione, prima di iniziare a farcire la torta, ho lasciato raffreddare la ganache in frigo per un'ora, in modo da darle la densità tale da permettermi di montare il dolce in un'unica volta.





Nonostante la sbadataggine di Fabio che è riuscito a fare urtare la torta nel frigo non una, ma ben due volte, alla fine questo fantastico dolce è giunto a destinazione e dal successo che ha riscosso, direi che ha fatto goal!

Anna Luisa

lunedì 14 giugno 2010

Fiori....di zucca ripieni!



L'altro giorno mentre Fabio ed io eravamo fuori per compere, ci è capitato di passare davanti ad un fruttivendolo che sembrava un fioraio per l'enorme quantità di fori di zucca che aveva, grandi, bellissimi e soprattutto invitantisimi. Va senza dire che la nostra fantasia è velocemente volata ai fornelli e ci è bastato uno sguardo complice per decidere di entrare ed acquistare queste fantastiche infiorescenze. Dato che però, mentre il mio pensiero era voltato ai fiori di zucca fritti, mentre Fabio, molto più salutista di me, aveva pensato ai fiori di zucca al forno, ho deciso di accontentare entrambi.

Fiori di zucca ripieni fritti



4 fiori di zucca
150 g di ricotta
20 g di parmigiano grattugiato
50 g di provola
4 acciughe sott'olio
250 g di farina
250 ml di acqua frizzante fredda
sale
olio per friggere




Pulire i fiori di zucca con un panno umido ed eliminare il pistillo interno. Nel frattempo mescolare la ricotta con il parmigiano, un pizzico di sale e la provola tagliata a pezzetti. Dividere il ripieno in quattro parti, formare delle polpette ovali e porre all'interno di ognuna un'acciuga. Inserire ogni polpetta in un fiore di zucca.
Preparare la pastella aggiungendo poco alla volta l'acqua alla farina, ottenendo una pastella densa. Riscaldare l'olio ed immergervi i fiori di zucca dopo averli passati nella pastella. Quando saranno dorati, scolarli su un foglio di carta assorbente e servirli caldi.


Fiori di zucca ripieni al forno



6 fiori di zucca
300 g di ricotta
200 g di provola
100 g di olive bianche
50 g di salame o mortadella
50 g di parmigiano grattugiato
250 g di pane grattugiato
2 uova
20 g di burro
sale



Pulire i fiori di zucca con un panno umido ed eliminare il pistillo interno. Preparare il ripieno mescolando la ricotta con un pizzico di sale, il salame o la mortadella e la provola tagliate a pezzetti, il parmigiano grattugiato e le olive snocciolate e tagliate anch'esse a pezzetti. Formare delle polpette oblunghe con la farcia e riempire i fiori di zucca. Passare ogni fiore nelle uova sbattute con un pizzico di sale, e poi nel pane grattugiato. Disporre i fiori in una teglia su un foglio di carta da forno e mettere un pezzetto di burro su ognuno. Cuocere a 180°C per circa 15 minuti. Servire caldi.


Ciascuno di noi aveva avuto un'idea, ma entrambi abbiamo gradito molto anche l'idea dell'altro/a.

Anna Luisa

venerdì 11 giugno 2010

Riunione di famiglia a Lucca



Se c'è una regione nella quale ci piace sempre tornare, questa è la Toscana. L'amiamo in tutto il suo splendore, quello delle città d'arte e della natura che qui ha voluto creare un piccolo capolavoro che i toscani hanno saputo preservare al meglio. E noi ce la godiamo. L'occasione per questo fine settimana è stata una riunione della famiglia di Anna Luisa. La sede scelta per questo incontro è stata Lucca. Vero e proprio gioiellino a misura d'uomo, Lucca, con la sua cinta muraria intatta, i bastioni, le chiese, le stradine e le piazze, la visitiamo sempre molto volentieri anche se la conosciamo oramai bene.
Appena arrivati, non resistiamo a fare un giro in centro. Parcheggiata l'auto in Piazza Santa Maria passiamo davanti alla Basilica di San Frediano del VI secolo che colpisce per la maestosità del mosaico dorato sulla facciata esterna.



Percorrendo via Fillungo, arteria principale di questa città, sede delle principali attività commerciali, giungiamo in una delle piazze più belle, piazza dell'Anfiteatro sorta lì dov'era l'anfiteatro romano, dalla caratteristica forma ellittica. Sempre piena di turisti che si affollano presso i tavoli dei ristorantini e delle gelaterie.





E' qui che il negozio Penelope in Piazza degli scalpellini viene "saccheggiato" da Anna Luisa. Neanche a dirvelo che si tratta di un negozio di "caccavelle" per la cucina...
Proseguiamo il nostro giro facendo sosta presso La bottega di Prospero dove ci riforniamo di alcuni prodotti. Altri ci verranno gentilmente regalati dal cugino di Anna Luisa.
Da lì, a breve distanza c'è forse la chiesa più bella di Lucca, quella di San Michele in foro, nell'omonima
piazza.







E' ormai quasi ora di cena e dobbiamo rientrare per essere dagli zii di Anna Luisa per tempo. Ma prima è obbligatoria una tappa presso la Cacioteca in via Fillungo. Già il nome la dice lunga su questo negozio, ma se non siete ancora convinti, provate a passarvi davanti senza essere attratti dal profumo intenso di formaggi che si respira fin dalla strada...


                                                 


                                   

Una tentazione enorme alla quale, inutile dirlo, cediamo. E così tra un formaggio in vinacce di Barolo, un capra di montagna, del taleggio e una forma di Montebore, formaggio dalla tipica forma a torta nuziale, riempiamo di queste leccornie la nostra borsa frigo.


                                                  


                                                  

Dopo l'ottima cena preparata dall zia di Anna Luisa, facciamo due passi per digerire in centro.
Lucca, quando i turisti sono andati via, illuminata dalle luci della sera, è ancora più bella, se possibile.

                                                 


                                                 


                                    


                                               

                                                 


                                               
L'indomani mattina, dopo il meritato riposo, ci rechiamo a Messa presso Il villaggio del fanciullo situato sulle mura. Ascoltare la Messa all'aperto, sotto agli alberi, con tutti i parenti che nel frattempo sono arrivati è una bellissima esperienza.


                                      

                                

                                


Per il pranzo ci siamo recati presso un gruppo di volontari che dedicano il loro tempo libero a questa attività di beneficenza. Noi consumiamo il pranzo tipico lucchese, con antipasto di salumi e formaggi, crostini con fegatini, tordelli lucchesi e risotto ai porcini, grigliata mista e due torte preparate dalle zie di Anna Luisa, oltre ai cioccolatini di Annalù in un'atmosfera felice e gioiosa, con i bambini che giocano e si divertono presso le vicine giostrine in questa giornata di Giugno in cui sembra che davvero la primavera stia lasciando spazio all'estate.

Fabio



mercoledì 9 giugno 2010

Cinque cioccolatini...in famiglia (tartufi alla vaniglia, tartufi alla canella, cioccolatino mojito, cioccolatino al limoncello,cioccolatino al caffè

Abbiamo trascorso un fantastico week-end a Lucca, non per una gita fuori porta, ma per una bellissima riunione di famiglia. Qualcuno potrà avere da ridire sul fatto che una riunione di famiglia possa essere bellissima, ma per me lo è stata. Ho tanti, tantissimi parenti stretti, si consideri che ho 30 (!) cugini di primo grado e molti di loro sposati e con prole. Purtroppo sia i miei parenti paterni, che quelli materni abitano per la maggior parte un po' in tutta Italia se non addirittura all'estero, e così per incontrarci dobbiamo organizzare delle riunioni.  Questa volta  gli organizzatori sono stati mio zio Felice e mia zia Silvia e devo dire che hanno fatto un ottimo lavoro. Siamo stati da loro a cena il sabato ed ho attinto tantissime idee da mia zia che è un'ottima cuoca, e poi abbiamo trascorso una fantastica domenica anche con il resto della "banda" arrivata nel frattempo da ogni dove, da Campania, Lazio, Emilia e perfino dalla Svizzera! Abbiamo trascorso una splendida giornata tra bambini che non si erano mai incontrati, ma sembravano si conoscessero da sempre, bolle di sapone, un bel pranzo lucchese e, perché no, anche una Messa per i cari che materialmente non potevano essere con noi, ma la cui presenza avvertiamo ogni giorno.
E' stata una bella occasione per giocare con i nipotini e per riabbracciare gli zii, per aggiornarsi su cosa fanno i cugini e per chiacchierare con  fidanzate e mogli, le quali se non ci dividessero tantissimi chilometri, mi piacerebbe conoscere meglio.
Ho voluto preparare anche io qualcosa per questo pranzo in famiglia, un modo come un altro per dimostrare il mio affetto a tutti i presenti e così ho fatto questi cioccolatini....




Cioccolatini bianchi ripieni di caffè


400 g di cioccolato bianco
Per il ripieno
100 g di cioccolato bianco
50 ml di panna
2 cucchiaini di caffè solubile

Dopo aver sciolto il cioccolato abbattere la temperatura a 28°C facendo il temperaggio, cioè stenderne i 2/3 su un piano di marmo, raccogliendolo al centro e ripetendo queste operazioni più volte. Unire il cioccolato raffreddato al restante terzo e verificare che la temperatura abbia raggiunto i 28°C. Versarlo negli stampi, scuotere questi ultimi per fare uscire le eventuali bolle d'aria e capovolgere per eliminare il cioccolato in eccesso. Fare raffreddare tenendo lo stampo a testa in giù.
Nel frattempo preparare la ganache al caffè. Portarea d ebbollizione la panna, sciogliervi il caffè ed aggiungerla in più riprese al cioccolato che avremo fatto precedentemente sciogliere. Fare raffreddare e farcire i cioccolatini. Ricoprire con altro cioccolato bianco, eliminare l'eccesso e fare solidificare mettendo lo stampo in frigo per circa 10 minuti. Capovolgere lo stampo per fare uscire i cioccolatini.


Cioccolatini al cioccolato al latte e crema di limoncello


400 g di cioccolato al latte
Per il ripieno
100 g di cioccolato bianco
50 ml di panna
100 ml di crema di limoncello

Fare il temperaggio portando il cioccolato a 31°C, versare nello stampo, fare uscire le bollicine e capovolgere per eliminare il cioccolato in eccesso. Fare solidificare. Preparare la ganache: sciogliere il cioccolato bianco, aggiungervi in 3 riprese la panna riscaldata ed infine la crema di limoncello poco alla volta. Fare raffreddare. Con una sac a poche farcire i cioccolatini, ricoprire con il cioccolato al latte, eliminare l'eccesso e fare solidificare in frigo. Estrarre i cioccolatini dallo stampo.


Cioccolatini al cioccolato fondente e  mojito


400 g di cioccolato fondente
Per il ripieno
100 g di cioccolato bianco
50 ml di panna
20 ml di sciroppo di menta
60 ml di rum

Sciogliere il cioccolato, abbattere la temperatura a 32°C , come per i cioccolatini precedenti riempire lo stampo, fare fuoriuscire l'aria e poi il cioccolato in eccesso. Mentre il cioccolato solidifica, preparare le ganache. Sciogliere il cioccolato bianco ed aggiungervi la panna riscaldata in tre riprese. Aggiungere ad 1/3 del composto lo sciroppo di menta ed ai restanti 2/3 il rum. Fare raffreddare e con una sac a poche fare cadere un po' di ganache alla menta in ciascun cioccolatino e poi sopra la ganache al rum. Coprire con il cioccolato fondente, fare solidificare ed estrarre i cioccolatini dallo stampo.




Tartufi neri alla cannella


50 ml di panna
120 g di cioccolato al latte
350 g di cioccolato al latte per la copertura
2 cucchiaini di cannella
150 g di cacao

Portare a bollore la panna, aggiungervi la cannella ed il cioccolato sminuzzato, mescolare bene e fare raffreddare. Con una sac a poche realizzare dei coni su carta da forno e fare solidificare in frigo. Riprendere l'impasto e dare una forma tonda con le mani. Immergere i tartufi nel cioccolato al latte e poi passarli nel cacao.


Tartufi bianchi alla vaniglia


50 ml di panna
120 g di cioccolato al latte

350 g di cioccolato al latte per la copertura
1 bacca di vaniglia
150 g di zucchero a velo

Portare a bollore la panna e fare un infuso con la bacca di vaniglia. Unire il cioccolato sminuzzato. Fare raffreddare la ganache e con una sac a poche formare dei cilindri sulla carta da forno. Mettere in frigo a raffreddare, riprendere i tartufi e con le mani dare loro una forma sferica. Immergerli nel cioccolato sciolto e passarli nello zucchero a velo.




Sono felice che il mio"dolce" pensiero sia stato gradito da tutti, grandi e piccinii!

Anna Luisa

lunedì 7 giugno 2010

Una ciliegia tira l'altra...ed una cherry pie....



Ma quanto è bella la primavera, ricca di tutti i suoi buonissimi e bellissimi frutti?!
Vi ho già esternato la mia passione per le fragole, ma anche con le ciliegie non scherzo!
Si prestano ad essere conservate sotto spirito oppure ad essere destinate ad una buonissima confettura che rallegrerà in qualche modo, magari una uggiosa giornata invernale, oppure possono essere usate in gelati, in crostate o per le torte come quella che ho preparato oggi: la cherry pie.
Per chi non conoscesse le "pie" americane, come aspetto ricordano le torte di nonna Papera. La più classica è l'apple pie di cui custodisco la ricetta originale datami da un'amica newyorkese. Partendo proprio da questa ricetta, ho pensato di preparare la cherry pie. L'involucro di questa torta è simile alla pasta brisè, mentre all'interno le ciliegie danno origine ad una sorta di confettura. Il massimo della bontà viene raggiunta se la fetta di torta viene servita calda...magari accompagnata da una pallina di gelato.
Ma dalla descrizione che vi ho fatto, si capisce quanto mi sia piaciuta? ;-P



Cherry pie

Ingredienti
Per la pasta;
200 g di burro
250 g di farina
1 bicchiere di acqua ghiacciata
un pizzico di sale
1 uovo

Per il ripieno:
800 g di ciliegie snocciolate
200 g di zucchero
1 cucchiaio di amido di mais

Formare con la farina una fontana sul piano di lavoro e disporvi al centro il burro ed il sale. Unire l'acqua poco alla volta ed impastare energicamente, fino ad ottenere un impasto che si stacchi dalle mani. Avvolgere il panetto nella pellicola per alimenti e lasciarlo riposare in frigo per almeno un'ora.
Nel frattempo in una ciotola, mescolare le ciliegie con la maizena e lo zucchero ed ungere bene la teglia.
Quando sarà trascorsa l'ora di riposo dell'impasto, riprenderlo e stenderne i 2/3 con un matterello formando un cerchio di diametro un po' più grande della teglia. Disporlo all'interno di quest'ultima e bucherellarlo. Versarvi all'interno le ciliegie e ricoprire con l'impasto restante. Formare due fori al centro per permettere al vapore che si formerà di fuoriuscire. Spennellare la superficie della pie con l'uovo sbattuto con un cucchiaio d'acqua. Infornare a 220°C per 25 minuti e poi a 180°C per altri 35 minuti.



Dato che ultimamente mi sono dedica anche alle monoporzioni, ho preparato anche delle mini-cherry pie...






Anna Luisa