venerdì 26 febbraio 2010

Tubettoni al coccio (gallinella)



Si sa, chi rompe paga...e i cocci sono i suoi. Io, in verità (lo posso giurare), non ho rotto niente, ma mi sono ritrovato i cocci. Eh si, perché me li ha portati mio suocero, appena pescati e non ho potuto rifiutare. Erano quattro, tre più piccolini ed uno un pò più grosso. No, non è che è andato al mare col rastrello e ha recuperato dei cocci. A Napoli chiamiamo in questo modo quel pesce che nel resto d'Italia è conosciuto col nome di gallinella. Per le sue carni sode e saporite si presta molto bene ad insaporire le zuppe di pesce, ma si sposa decisamente bene anche con la pasta per un sughetto al pomodoro molto gustoso. Ho pensato di utilizzare un tipo di pasta corta, dei tubettoni, rigati, per tenere meglio il sugo. La preparazione è semplice e veloce, il sapore eccezionale. Per preparare il sugo ho utilizzato il tegame (nemmeno a dirlo)...di coccio che secondo me da un gusto più rotondo, più pieno.



Ingredienti per 4 persone
400g di tubettoni
4 gallinelle di mare (o cocci) piccoli
500g di pomodorini ciliegini
1 spicchio d'aglio
olio
vino bianco
sale
prezzemolo

Preparazione
Far rosolare molto lentamente uno spicchio d'aglio nell'olio posto nel tegame di coccio, unirvi le gallinelle, sfumare col vino bianco. Una volta evaporato il vino aggiungere i pomodorini tagliati a metà, salare leggermente e far cuocere coperto per 20-30 minuti. Una volta che i pesci saranno cotti, toglierli dal tegame e fare restringere il sugo rimasto. Nel frattempo portare a cottura la pasta ben al dente in abbondante acqua salata, scolarla e condirla col sugo. Decorare con una gallinella e spolverizzare con il prezzemolo.



Un piatto in cui si può gustare appieno il sapore di questo pesce squisito.

Fabio

mercoledì 24 febbraio 2010

Pizza&Calzone napoletani



 Non avrete certo pensato che io abbia abbandonato il mio Similio (ovvero il lievito madre)? Certo che no, ovviamente, almeno una volta alla settimana, lo peso, lo nutro, alle volte lo vizio con un cucchiaino di miele o di zucchero (detto tra di noi credo che preferisca lo zucchero, solo perchè la settimana scorsa mi è trasbordato due volte dal barattolo...;-)). Una cosa che non sopporto è doverne gettare via, per cui....pizza!!!!
Si, almeno una a settimana, senza considerare che ne ho una congelata già bella e pronta perchè ho deciso che tre pizze per due persone erano un po' troppo...Ho preparato pizze un po' in tutti i modi: margherita, marinara, con carciofi, prosciutto e provola ed il risultato è stato sempre soddisfacente, finché la settimana scorsa mi sono imbattuta in una ricetta per pizza con lievito madre, pubblicata da zenzero&cannella e devo dire che la pizza era ottima, ma lo era ancor di più il calzone che ho preparato con la metà dell'impasto...



Ingredienti:
200gr di farina
200gr di farina Manitoba
160gr di lievito naturale
 220ml di acqua
1 cucchiaio e ½ di olio extravergine di oliva
2 cucchiaini di sale
200ml di passata di pomodoro
250gr di mozzarella
basilico o origano.



Con impastatrice o macchina del pane: Mettere nella MdP/impastatrice l'acqua, il lievito, le due farine a cui avrete mescolato il sale e l'olio. Impastare per 10-15 minuti, con l'impasto ottenuto formare una palla, metterla in una ciotola abbastanza grande, coprire con un canovaccio e lasciar lievitare per 6-8 ore. Senza impastatrice si procede più o meno allo stesso modo, con la differenza che magari ci vorrà un poco più di tempo per impastare.
Riprendere l'impasto e stenderlo con le mani su di una teglia rivestita di carta forno e lasciar lievitare ancora per 6-8 ore. Trascorso questo tempo, versare la passata di pomodoro sulla pasta (io in genere la faccio sobbollire per 5 minuti con sale e poco olio) ed infornare a 250° per 7-8 minuti. Tirare fuori la teglia, mettervi a piacere basilico od origano, quindi la mozzarella tagliata a dadini ed infornare ancora per altri 8 minuti o finché la mozzarella non sarà ben sciolta. Con questi tempi di cottura la pasta rimane morbida, se preferite una crosta/cornicione più croccante, prolungate la cottura della prima fase anche a 10 minuti.



Note mie: non avendo la macchina del pane e non amando particolarmente l'impastatrice, ho impastato a mano. Il lievito madre era stato rinfrescato la sera prima. La mattina ho preparato l'impasto che ho steso ed infornato, senza farlo rilievitare, la sera. Ho usato la passata rustica, cioè quella a pezzettoni e la provola invece della mozzarella.




Calzone:
Impasto per la pizza
200 g di ricotta,
50 g di salame,
100 g di provola
parmigiano grattugiato
pepe
olio



Stendere l'impasto della pizza formando un disco. Nel frattempo in una ciotola, mescolare la ricotta con il pepe, la provola ed il salame tagliati a pezzetti ed il parmigiano. Farcire il calzone e sigillare bene i bordi. Fare due o tre fori sulla parte superiore del calzone e versarvi dell'olio all'interno.
Cuocere in forno a 250 °C per 15 minuti.

Anna Luisa

lunedì 22 febbraio 2010

Migliaccio dolce...modificato...o dovrei dire rivisitato?!?!?



Da quando abbiamo questo blog, ho notato che tendo a preparare maggiormente i piatti della nostra tradizione. Probabilmente perchè sono contenta di farveli assaporare almeno virtualmente e, per chi si vuole dilettare in cucina, sono certa che li possa riprodurre con estrema semplicità.
In questo periodo (anche se credo che sia un piatto del carnevale più che della Quaresima) da noi si prepara il migliaccio, un piatto che ha come base del semolino cotto. Ne esistono due versioni: la dolce e la salata. La versione salata si prepara con ciccioli e parmigiano, mentre per la dolce si usano ricotta e canditi. Quest'anno per la prima volta ho pensato di preparare la versione dolce, ma chiedendomi quanto successo avrebbe potuto riscuotere a casa mia, considerando che non siamo grandi amanti dei canditi. Mentre decidevo come preparare il migliaccio dolce, ho letto un intervento su Facebook in cui Elisabetta Cuomo parlando di una torta alla ricotta, diceva di aver sostituito le gocce di cioccolato con le amarene...ed allora, amarene siano anche nella mia versione del migliaccio!



Migliaccio dolce

80 g di semolino
250 g di ricotta asciutta
250 g di zucchero
4 uova
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone
1 barattolino di amarene sciroppate

Portare ad ebollizione 330 ml di acqua. Quando bolle, spegnere il fuoco, versare il semolino a pioggia, mescolare bene affinché non si formino grumi. Lasciare raffreddare. Sbattere bene i tuorli d'uovo con lo zucchero, quindi incorporarvi, alternandoli, il semolino e la ricotta. Aggiungere la scorza di limone ed infine gli albumi montati a neve. Versare il composto nella teglia e disporre un po' distanziate le une dalle altre, le amarene sgocciolate. Infornare a 170°C per circa un'ora. Servire le fette di migliaccio accompagnandole con lo sciroppo delle amarene.




Considerando che la mia nipotina Milena è stata molto contenta di questa torta perchè ama le amarene, credo di aver fatto la scelta giusta ^_^

Anna Luisa

venerdì 19 febbraio 2010

Cuoricini ed amarene per l'amore mio...^_^




Fabio ed io non siamo soliti festeggiare San Valentino. Ricordo il nostro primo San Valentino da fidanzati, quando provammo ad uscire per andare in un locale, dove ovviamente trovammo una fila infinita e ripiegammo su un altro locale, dove la fila era minore, ma mangiammo malissimo. Da allora decidemmo di non festeggiare più San Valentino, o per meglio dire, cercare di non andare a mangiare fuori proprio quel giorno. Ovviamente un po' di romanticismo ci vuole in questo giorno particolare dell'anno e così ho deciso di preparare dei cuoricini di cioccolato ed amarene che ho trovato sul sito della Cucina Italiana. Ho letto sommariamente la ricetta e mi è sembrata fattibile. L'unico inconveniente l'ho trovato per la copertura, dove tra gli ingredienti veniva menzionato solo il cioccolato, mentre nella preparazione parlava anche di panna, cacao, burro e zucchero di cui non sapevo le quantità. Ho così improvvisato (ma per amore questo ed altro...) ed il risultato è stato decisamente buono ;-)



INGREDIENTI
Per i cuori:
75 g di cioccolato fondente
60 g di burro morbido
30 g di zucchero a velo
15 g di farina
15 g di maizena
4 g di lievito in polvere per dolci
2 uova
amarene sciroppate
un pizzico di sale

Per la copertura:
100 g di cioccolato fondente
30 g di burro
50 g di panna
2 cucchiai di cacao
2 cucchiaini di zucchero a velo


Preparazione
Preparare i cuori. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Sbattere con le fruste elettriche  i tuorli con lo zucchero, il burro sciolto e un pizzico di sale fino a montarli in spuma. Unire il cioccolato fuso, la farina, la maizena e il lievito setacciati insieme. Montate gli albumi a neve, unire anche’essi e mescolare bene. Distribuire il composto ottenuto in 5 stampini a forma di cuore imburrati e infarinati  (ho usato quelli al silicone) e infornateli a 180 °C per 25'. Sfornare i cuori, ed una volta raffreddati, sformarli. Capovolgerli e se necessario, pareggiare i lati per dare una bella forma a cuore. Dividerli orizzontalmente e farcirli ognuno con 2 amarene sciroppate tagliate a tocchetti.
Per la copertura: mettere in una ciotola il cioccolato. Fare sciogliere lo zucchero in un pentolino con g 50 di acqua e portate a ebollizione. Dopo 2-3' togliere dal fuoco e unire il cacao setacciato ed il burro. Fare sciogliere e versare lo sciroppo ottenuto, filtrato, sopra il cioccolato a pezzetti. Mescolare finché non sia sciolto e alla fine unire la panna. Se la crema dovesse risultare troppo densa, aggiungere dell'altro burro.  Versarla sui cuori coprendoli bene e farli raffreddare. Li ho decorati ponendovi sopra un'amarena intera.



In realtà più che non festeggiare San Valentino il 14 Febbraio, Fabio ed io abbiamo deciso di festeggiarlo...dal 15 al 13 Febbraio :-)

Anna Luisa e Fabio

mercoledì 17 febbraio 2010

Lasagne napoletane...se avete il colesterolo alto non leggete questo post!!!


Non tutti conoscono le lasagne napoletane, alcuni solo di fama, ma senza mai averle potute gustare. Meno note delle lasagne bolognesi che ormai sono di fama mondiale, le lasagne napoletane rappresentano il vero festeggiamento del carnevale a Napoli ed in buona parte del meridione d'Italia. Vi possiamo assicurare che sono un vero tripudio della cucina nostrana, che vedremmo bene collocate sulla tavola di Trimalcione. Certamente si può dire che nelle lasagne napoletane non manca...nulla!!!
Ma cominciamo dall'inizio, presentandovi le lasagne che prepara ogni anno mio (di Anna Luisa) padre.
Il primo ingrediente ovviamente sono le lasagne stesse, le quali non devono essere eccessivamente sottili perchè in caso contrario il vostro pranzo di carnevale rischia di trasformarsi in una caccia al tesoro della pasta in mezzo al ripieno.



 Il secondo ingrediente è il ragù, ovviamente quello napoletano! Preparato in un tegame di coccio con una base di pezzi di carne interi (le tracchiulelle, dette ossicini in alcune parti d'Italia, le salsicce, la gallinella, cioè il polpaccio di manzo, la bracioletta, cioè un involtino di carne abbastanza grande ed altri pezzi di carne di manzo non troppo magri), i quali vengono rosolati in olio e poi sfumati con del vino rosso. Il tutto viene portato a cottura con della passata e del concentrato di pomodoro e fatto cuocere lentamente (si dice che deve "pippiare", cioè fare quelle bolle caratteristiche di una bollitura lenta di un liquido denso) anche per più di un giorno.



Tornando alle nostre lasagne, il ragù viene in parte mescolato a della ricotta asciutta e a del parmigiano grattugiato. Ovviamente gli ingredienti non terminano qui! Altri ingredienti sono la mozzarella e la provola, il salame napoletano e la salsiccia cotta nel ragù, oltre alle mitiche polpettine (senza non sarebbe lasagna!) preparate con l'impasto di una qualunque polpetta, ma della dimensione di una nocciola, e fritte!
Il tutto viene stratificato dopo aver messo un mestolo di ragù nella teglia, disposto il primo strato di pasta, la ricotta, i pezzi di mozzarella, provola, salsiccia,salame, le polpette ed altro ragù.
Cotte le lasagne al forno è consigliabile farle riposare almeno un quarto d'ora prima di tagliare le porzioni, affinché si siano assestate!



Speriamo che non abbiate intenzione di fare delle analisi nei prossimi giorni perchè i vostri trigliceridi saranno saliti solo leggendo questa ricetta...figuratevi i nostri...!!!


Anna Luisa e Fabio

lunedì 15 febbraio 2010

Tiramisù chiacchierando o Frappuccine tiramisù? Chiacchiere al caffè con crema tiramisù

Gironzolando nella blogosfera, ho letto sul blog di Ricette facili che la Lavazza ha indetto un concorso a tema: La migliore ricetta a base di caffè. Le 50 ricette più meritevoli verranno raccolte in un libro il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, a Chefs sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.
Questa iniziativa mi è piaciuta molto ed ho deciso di partecipare...ma con quale ricetta? Ovviamente quando si parla di ricette al caffè la prima a venire in mente è il tiramisù, ma come potevo modificarlo?



L'altro giorno mi accingevo a rifare le chiacchiere e ripensavo al concorso, così...chiacchiere-caffè, caffè-chiacchiere...idea!!! Le chiacchiere al caffè!!! Ma le chiacchiere vanno accompagnate con una crema...ed allora perché non usare la crema al mascarpone che viene utilizzata per il tiramisù? Ed ecco le mie Frappuccine tiramisù, come le ha chiamate Fabio o Tiramisù chiacchierato (con disputa ancora in atto tra me e Fabio per decidere il nome definitivo...). Mentre preparavo l'impasto delle chiacchiere, Fabio guardava Luca Montersino su Alice TV che realizzava dei biscotti a forma di girandola (quelle che i bambini mettono fuori al balcone affinché girino al vento per intenderci...) e mi dice: "perché non le facciamo così?"...ed ecco che le nostre chiacchiere al caffè hanno preso forma...




Chiacchiere al caffè

Ingredienti:

400g di farina
50 g di zucchero
50 g di burro
2 uova intere
50 ml di caffè
un pizzico di sale
olio extravergine di oliva per friggere
Cacao

Preparazione:

Disporre su di un ripiano la farina, lo zucchero ed il sale e formare una fontana. Rompervi all'interno le uova ed aggiungere il burro ammorbidito ed il caffè. Impastare fino ad ottenere un impasto che si stacchi dalle mani. Avvolgere nella pellicola e riporre in frigo per circa due ore.
Prelevare l'impasto a piccole quantità, infarinarle bene e stenderle con la macchinetta per la pasta fino allo spessore n°4. Tagliare dei quadrati ed inciderne gli angoli fin quasi al centro. Ripiegare gli angoli di quadrato verso l'interno, uno si ed uno no.



Ottenute le girandole, cuocerle in olio a 160°C finché non siano dorate. Una volta raffreddate le chiacchiere, servirle al naturale o spolverizzate col cacao...proprio come un cappuccino.



Crema tiramisù:

Ingredienti:
3 torli d'uovo freschissimi
200 g di zucchero
250 g di mascarpone

Preparazione.
Sbattere bene i tuorli con lo zucchero, finché non risultino spumosi. Aggiungere il mascarpone poco alla volta mescolando sempre. Utilizzare questa crema per accompagnare le chiacchiere al caffè.




Adesso tocca a voi...ci consigliate come chiamarle? ^_^
Vi assicuriamo che le chiacchiere con un buon caffé ci stanno bene anche in questa versione mangereccia!

Anna Luisa e Fabio





NeroNero.it bandisce un premio di beneficenza per Chefs Sans Frontières.


 


Tema: la miglior ricetta a base di caffè.


Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.


Per partecipare è necessario inviare una o più ricette all’indirizzo ricetta@neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta”. Le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione; devono prevedere l’utilizzo del caffè.


Premi per le migliori ricette:

• 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza;

• 2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue;

• 3° premio: 300 cialde Espresso Point;

• Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontières;

• Per le prime 50 ricette: pubblicazione su libro, con ricavato donato in beneficenza.

Per informazioni sul concorso, sulle macchine per caffè e cialde Lavazza in palio: Neronero.it

Per informazioni sulla associazione no-profit cui saranno devoluti i ricavati: Chefs sans frontières

venerdì 12 febbraio 2010

Un altro piatto della tradizione e...consuma-avanzi: i peperoni imbottiti!



Girando per la blogosfera, abbiamo notato che molti food-blogger partecipano a dei contest, cioè delle raccolte di ricette a tema. L'idea ci è sembrata molto carina e così abbiamo deciso di lanciarci anche noi!
Il primo contest che ci ha colpiti è "Il pane secco...non si butta!!!" di Mangia e bevi. Effettivamente in tutte le case solitamente avanza del pane e purché non si abbia a disposizione un congelatore elastico, in grado di estendersi in rapporto alla quantità di cibo (in questo caso di pane) che si cerca di farci entrare, allora sarà meglio trovare il modo di consumarlo. Un classico impiego del pane vecchio dalle nostre parti è preparare i peperoni imbottiti...e dobbiamo dire che è davvero un ottimo modo, dato il risultato finale ;-)



Peperoni imbottiti:
Ingredienti:
4 peperoni
1 panino o 4 fette di pane raffermo
50 g di salame
200 g di provola o mozzarella
100 di olive verdi o nere
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale
olio



Lavare bene i peperoni e tagliare la calotta. Ripulirli quindi dei semini interni e di eventuali filamenti.
Nel frattempo spugnare con dell'acqua il pane in una ciotola, strizzarlo ed aggiungervi il salame e la provola tagliati a pezzetti; le olive snocciolate e tagliate anch'esse a pezzetti, il parmigiano, il sale ed un filo d'olio. Mescolare il tutto. Imbottire i peperoni con il ripieno, chiuderli con le rispettive calotte e fermarle con degli stuzzicadenti. Quindi disporre i peperoni in una teglia su della carta da forno, irrorarli di olio e cuocerli nel microonde funzione crisp per circa 25-30 minuti. Una volta trascorso questo tempo, lasciare girare nel forno finché non si spenga in maniera tale che il calore ammorbidisca le fibre del peperone. Servire caldi.



E' una ricetta classica...ma sempre buona! ;-)

Anna Luisa e  Fabio

mercoledì 10 febbraio 2010

Pomodorini, olive nere e pasta sfoglia...che preparare? Pizza rustica pomodori e olive nere

Una mia teoria è sempre stata che per inventare i piatti migliori, bisogna aprire il frigo e scoprire cosa c'è. In questo modo ho scoperto di avere una pasta sfoglia di cui ovviamente si approssimava la scadenza, delle olive nere avanzate da una pizza di scarole e dei pomodorini, che dato il freddo, non avevo nessuna voglia di mangiare all'insalata. Mi si è accesa la lampadina ed ho pensato di preparare una bella pizza rustica con questi ingredienti. Mi occorreva solo della ricotta asciutta che sono andata a comprare (mica penserete che nel mio frigo ci sia qualunque cosa!?!?! ) ed eccomi a lavoro a "giocare" in cucina...



Pizza rustica pomodori e olive nere

Ingredienti:
1 pasta sfoglia pronta
200 g di olive nere
20-25 pomodorini
250 g di ricotta asciutta
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 uova
sale
pane grattugiato
origano




Preparazione
Stendere la pasta sfoglia in una teglia per crostata rivestita di carta da forno. Spolverizzare di pane grattugiato.
Tagliare a metà i pomodorini, salarli e metterli a sgocciolare capovolti.
In una ciotola sbattere le uova con il sale ed il parmigiano grattugiato. Snocciolare e frullare le olive nere con un po' d'olio ed incorporarle alla ricotta. Aggiungere anche le uova sbattute e stendere l'impasto sulla pasta sfoglia. Posizionare i pomodorini sul composto, con la parte tagliata rivolta verso l'alto. Aggiungere dell'origano ed infornare a 200°C per circa 30 minuti (finché i bordi della pasta sfoglia non saranno dorati).
Servire a temperatura ambiente.



Direi che questa pizza rustica si presta bene ad essere preparata anche d'estate...ma certo non potevo aspettare che mi scadessero gli ingredienti...
Anna Luisa

lunedì 8 febbraio 2010

Brownies marmorizzati






Qualche anno fa, quando stavo iniziando a muovere i primi passi in cucina (o dovrei dire pasticciare i primi dolci?!?! ^_^), mio padre mi regalò un libro: Cioccolato di Patricia Lousada. Il titolo già la dice lunga e devo dire che da questo testo di alta cultura :-) ho tratto molti spunti, o per meglio dire ho realizzato molte ricette, che equivale ad un "ho messo su molti chili"...e non solo io...anche "il socio"!
Era un po' di tempo che però lo avevo accantonato, fino ad un mesetto fa, quando, dovendo incontrare le "coinquiline" del forum della Cucina Italiana, ho pensato di portare loro un "dolce" pensiero: una bustina contenente del pan d'épices e dei brownies marmorizzati. Per quanto riguarda il pan d'épices, ne parlerò prossimamente (appena troverò il tempo di riprepararlo, dando modo a Fabio di fare qualche scatto...altrimenti che blog sarebbe senza foto? ;-)), mentre oggi vi presento i brownies.
Sono dolcetti semplici, veloci, ma buonissimi!!! Perfetti per una colazione (...un po' ricca), ma anche per accompagnare una bella tazza di thé o semplicemente per una merenda golosa.



Brownies marmorizzati (tratti dal libro "Cioccolato" di Patricia Lousada)

Ingredienti
125 g di burro leggermente salato
45 g di cacao
3 uova
340 g di zucchero
190 g di farina autolievitante
180 g di ricotta fresca setacciata
2 cucchiaini di vanillina




Preparazione
In un pentolino sciogliere il burro, quindi aggiungervi il cacao. Amalgamare bene e togliere dal fuoco.
Montare 2 uova in una consistenza spumosa. Incorporare gradualmente 250 g di zucchero ed il cacao con il burro. Setacciarvi 160 g di farina ed 1 cucchiaino di vanillina.
Amalgamare la ricotta con 1 uovo ed il restante zucchero. Setacciarvi la farina che vi è rimasta e lavorare. Aggiungere un cucchiaino di vanillina. Versare 3/4 del composto per i brownies in una tortiera 20X20 imburrata e quindi il composto di ricotta. Finire con il composto per brownies e con un coltello dare un effetto a vortice. Infornare in forno preriscaldato a 180 °C per 35-40 minuti (il dolce è pronto quando risulta asciutto e consistente al tatto).

Mie note: in mancanza della farina autolievitante, la si può preparare aggiungendo 1 cucchiaino di lievito per dolci ogni 250 g di farina.



Alle amiche del forum sono piaciuti...fatemi sapere se li avete graditi anche voi...^_^

Anna Luisa

giovedì 4 febbraio 2010

Facciamo quattro chiacchiere?...ovviamente in compagnia! Chiacchiere di Carnevale e sanguinaccio di cioccolato





Avrete già capito, dato il periodo dell'anno, che abbiamo preparato le chiacchiere, una delle passioni di Fabio, mentre io devo ammettere che non le amo particolarmente...certo mi piacciono, ma preferisco il loro "accompagnatore", cioè il sanguinaccio.
Le chiacchiere, o bugie o frappe che dir si voglia, si preparano un po' in tutta Italia, ovviamente con ricette diverse che cambiano da casa a casa ed ognuno sostiene di avere la migliore. Quest'anno abbiamo deciso di provare quelle di un noto maestro pasticciere, che ci sta affascinando con le sue preparazioni su Alice TV: Luca Montersino. Non c'è nulla da dire, è bravo, spiega chiaramente anche i passaggi nelle preparazioni che molti di noi potrebbero dare per scontati, ma tali non sono, e alle volte è geniale. Abbiamo trovato sulla rivista "Alice" la sua ricetta delle chiacchiere e dato che Fabio, ogni volta che lo vede in tv, esclama " questo si che è bravo", ho optato per questa ricetta. Ed in effetti...
Per quanto riguarda il sanguinaccio invece, credo sia una preparazione campana o comunque meridionale, che fino ad una trentina di anni fa si faceva con il sangue di maiale. Dopo che, per ovvie ragioni sanitarie, l'utilizzo di questo ingrediente è stato vietato, il sanguinaccio, ribattezzato cioccolaccio, è divenuto una crema a base di cioccolato. Certo buono è buono e la ricetta che ho trovato di Lydia è ottima, ma ricordo chiaramente la prima volta che da bambina, abituata al vero sanguinaccio, provai il cioccolaccio e rimasi troppo delusa. Ammetto però che con gli anni mi ci sono abituata e che questa ricetta da il migliore sanguinaccio (o per meglio dire cioccolaccio) che abbia mai mangiato negli ultimi anni.





Chiacchiere di Luca Montersino

Ingredienti:
400g di farina
60g di zucchero a velo
40g di burro
30g di tuorlo
85g  di uova intere
6g di baking powder (lievito chimico)
4g di sale
1g di buccia di limone grattugiata
1bacca di vaniglia bourbon
10g di aceto
40g di latte intero fresco
olio extravergine di oliva

Preparazione:
Impastare con la planetaria con il gancio oppure a mano, la farina con lo zucchero a velo, le uova intere ed i tuorli sbattuti insieme, il baking, il sale, l'aceto e il latte. Non appena avete formato un impasto non troppo lavorato, unite il burro ammorbidito, aggiungendolo poco per volta e infine gli aromi (buccia di limone e vaniglia).
Lasciate riposare la pasta in frigo per 12 ore, quindi stendetela sottilmente, se possibile dello spessore di meno di un millimetro; quindi bucherellate la pasta e tagliatela a rettangoli, utilizzando una rotella dentellata.
Il mio consiglio (di Luca Montersino) : se volete avere più bolle sulla superficie del dolce, dovete stendere l'impasto molto sottilmente.
Friggete le frappe in olio extravergine a 160 °C fino a doratura, rigirandole a metà cottura. Una volta cotte, scolarle su carta assorbente ed infine spolverizzatele di zucchero a velo.

Note mie: ho sostituito le quantità di uova e tuorli con 2 uova intere per praticità.
Ho steso l'impasto con la macchinetta per la pasta arrivando allo spessore n° 5.




Sanguinaccio di Lydia

Ingredienti:
1100cl latte
400g zucchero
100g cacao amaro
100g cioccolato fondente
75g amido
2 cucchiai di farina
1 bustina vanillina
1 pizzico di cannella
1 noce di burro
½ bicchiere di rhum
pezzetti di canditi (a me non piacciono e non li metto)
gocce di cioccolato fondente

Procedimento:
Riempire 2 tazzine di latte, in una stemperare a freddo l'amido, nell'altra la farina. Aggiungere il rimanente latte. Mettere il composto in un tegame, aggiungere il cacao setacciato, il cioccolato fondente, lo zucchero, il burro. Portare ad ebollizione girando continuamente e cuocere per 5 min. Fuori dal fuoco aggiungere i profumi e quando si è raffreddata le gocce di cioccolato e i canditi .

Mie modifiche:  ho aumentato la quantità di amido ad 80 g e ridotto la farina ad 1 cucchiaio. Ho aumentato la cannella ad 1 cucchiaino (mi piace molto) e sostituito i canditi e le gocce di cioccolato con i pinoli. Ho omesso anche il rhum.

Note mie: ho mescolato in un tegame gli ingredienti secchi, tranne il cioccolato, ed aggiunto il latte poco alla volta. Messo sul fuoco l'ho cotto mescolando finché si è addensato. A questo punto ho aggiunto il cioccolato ed il burro. Una volta raffredatosi, ho aggiunto i pinoli.


Vi lascio solo immaginare che tornata a casa ho trovato la vaschetta quasi vuota...Fabio non ha saputo resistere...^_^

Anna Luisa

martedì 2 febbraio 2010

Clam chowder...dal Maine con amore

Qualche anno fa siamo andati negli Stati Uniti per il matrimonio di mio cugino in Colorado. Essendo fine Settembre, abbiamo deciso di fare una sosta nel Maine prima di tornare a casa, per ammirare il foll-foliage o indian summer, cioè il mutamento cromatico delle foglie degli alberi che diventano rosse. E' uno spettacolo fantastico, ed anche se in quel periodo il fall foliage era solo all'inizio, non potremo mai dimenticare quei bellissimi paesaggi che si presentavano ai nostri occhi con i loro giochi cromatici.









 Devo dire che il Maine è rimasto nei nostri cuori, così come i sapori che ci ha offerto. Uno dei piatti tipici, oltre alle buonissime aragoste che vengono servite bollite, è la clam chowder, una zuppa di vongole. La particolarità che caratterizza questa zuppa è l'inconsueto accostamento delle vongole alla panna ed al bacon, che anche se a prima vista sembrerebbero elementi discordanti tra di loro, vi assicuro che sanno legarsi alla perfezione in questa zuppa, che ci ha veramente conquistati.





Clam chowder

Ingredienti per la clam chowder
1 kg di vongole
50 g di burro
100 g di bacon o pancetta tesa
300 g di patate
400 g di panna
1 cipolla media
sale

Ingredienti per i crostini
100 g di farina
60 g di burro
20 ml di brandy
sale

Mettere le vongole in una pentola coperta e cuocere a fuoco medio scrollando la pentola di tanto in tanto per circa 10-15 minuti (finché le vongole si sono aperte). Lasciare raffreddare e sgusciare i molluschi. Metterli da parte. Filtrare con l'aiuto di una garza il liquido di cottura delle vongole e metterlo da parte.
Nel frattempo preparare i crostini impastando insieme gli ingredienti. Avvolgere l'impasto nella pellicola e lasciare riposare in frigo almeno per un'ora. Riprendere l'impasto, formare dei cordoncini e tagliarli a tocchetti. Porli sulla teglia rivestita di carta da forno e cuocerli a 200°C per 20-25 minuti.
Fare soffriggere in un tegame con il burro la cipolla e la metà della pancetta tritate. Aggiungere le patate pelate e tagliate a cubetti, coprire con il liquido di cottura delle vongole e cuocere coperto per circa 30 minuti. Nel caso in cui si asciugasse troppo, aggiungere del brodo di pesce o in mancanza di questo, di verdure. Frullare il tutto con il frullatore ad immersione. Aggiungere la panna e le vongole ed regolare di sale. Passare in padella la restante pancetta senza l'aggiunta di grassi finché non sia divenuta croccante. Servire la zuppa calda decorata con la pancetta croccante e i crostini al brandy.

Anna Luisa e Fabio

lunedì 1 febbraio 2010

Gnocchi carnascialeschi

Mi trovavo delle patate viola...lo avevo già detto? Ops, mi sa di si perché é il terzo piatto che vi presento con questo tubero di un colore inquietante, ma che ha saputo stuzzicare la mia fantasia! Ok, lo ammetto, ho creato un tormentone (ovviamente viola), tanto che ormai sognerete queste patate anche la notte. Però ve lo prometto, questo è veramente l'ultimo piatto che vi propongo, anche perché ho finito i due kili di patate che avevo avuto da Patrizia (e pensate un po' quante altre cose avrei preparato se gliene avessi chieste di più...).
Dunque, non potevano mancare gli gnocchi viola, ma potevo mai fermarmi qui? Noooo! Infatti ne ho fatti anche verdi con gli spinaci e classici bianchi...ed ecco degli gnocchi tricolori che ritengo molto adatti a questo periodo di Carnevale!



Gnocchi viola
300 g di patate viola lessate, pelate e schiacciate
200 g di farina

Gnocchi verdi
150 g di spinaci surgelati, lessati e tritati
2 patate medie lessate, pelate e schiacciate
200 g di farina

Gnocchi bianchi
2 patate medie lessate, pelate e schiacciate
100-150 g di farina



Besciamella
500 ml di latte caldo (meglio un po' di più per averla meno densa)
50 g di farina
50 g di burro
parmigiano grattugiato
noce moscata
sale

15 nocciole tritate grossolanamente per decorare



Preparare i tre tipi di gnocchi impastando gli ingredienti e porli su un tagliere infarinato. Fabio ha preparato una besciamella facendo sciogliere il burro in un pentolino, aggiungendo la farina setacciata e facendola assorbire per bene prima di aggiungerne altra ed infine il latte (caldo), sempre poco alla volta, mescolando. Mantenere sempre sul fuoco basso e cuocere, continuando a mescolare, finché bolle. Aggiungere il sale, la noce moscata ed il parmigiano grattugiato. Tende ad addendarsi, quindi aggiungere ancora latte per ottenerla più cremosa.
Cuocere gli gnocchi in acqua bollente salata, scolarli con la schiumarola e condirli con la besciamella al parmigiano e noce moscata. Fabio ha poi decorato il piatto con delle nocciole schiacciate molto grossolanamente.

Anna Luisa