domenica 31 ottobre 2010

Torri e torroni



In occasione di queste festività dedicate ai defunti, la nostra amica Ludovica, archeologa e guida turistica accreditata presso la regione Campania, ha organizzato uno dei suoi "percorsi insolitamente guidati". Visto che, come molti di voi già sapranno, in questi giorni dalle nostre parti è usanza regalare il cosidetto "torrone dei morti", Ludovica ha pensato di costruire questo interessante itinerario culturale e gastronomico che si snoderà tra i merli delle torri di uno dei simboli di Napoli, il Castel Nuovo (conosciuto anche come Maschio Angioino) e la vicina sede di uno dei negozi di una storica cioccolateria partenopea, Gay-Odin dove sarà possibile degustare il famoso torrone e conoscere un po' di storia di questa fabbrica del cioccolato.










Questo itinerario durerà da mercoledì 3 Novembre fino a sabato 6 Novembre. E' possibile prenotarsi al giro delle 10:00 o a quello delle 16:30 contattando direttamente Ludovica al 3283623403 oppure per e-mail: ludwik82@gmail.com.
Costo: 10€ a persona (min 5 persone); 30€ la coppia; i bambini fino a 12 anni non pagano. Da aggiungere il costo del biglietto di ingresso al Castello: 4€- 5€.










Credo che sia un giro molto interessante in una delle parti più belle di Napoli. Se potete, non perdetevelo.
Fabio

venerdì 29 ottobre 2010

A buon intenditor, poche parole...Manzo e peperoni al lemongrass



Questo potrebbe essere interpretato come un messaggio subliminale per Fabio...e forse, in fondo, in fondo...lo è! ;-)
Dei tanti posti che abbiamo visitato, l'Oriente è quello che mi ha sconvolta (in senso positivo) maggiormente. Si sa, la vita degli orientali è totalmente diversa dalla nostra, a cominciare dall'usare le bacchette invece delle posate, allo scrivere in caratteri assolutamente indecifrabili per noi. Eppure, devo dire che l'Oriente ha un suo fascino, a parte avere dei posti che sono spettacolari. Tra i vari Paesi orientali maggiormente visitati, c'è sicuramente la Thailandia, che a parte avere templi e luoghi di grande interesse culturale, ha un mare spettacolare. Ne ho sempre sentito parlare bene da chi ci è stato e, situazione politica permettendo, mi piacerebbe visitarla prima o poi. Nel frattempo per poter iniziare ad "assaporare questo viaggio" (:-D), mi cimento a preparare qualche piatto thailandese. E certo, perchè dimenticavo di dire (ma come ho fatto a dimenticarlo?) che la cucina thailandese è tra le migliori al mondo. Complice poi l'oramai famoso pusheraggio di Siena, ho ricevuto da Patrizia un po' di lemongrass, difficilmente reperibile dalle mie parti, ma che nei piatti thailandesi calza a pnnello...ed ecco il risultato.



Manzo e peperoni al lemongrass

Ingredienti:
500 g di filetto di manzo
2 cucchiai di olio vegetale
1 spicchio di aglio finemente tritato
1 stelo di lemongrass tritato
2 cucchiai di radice di zenzero fresca finemente tritata
1 peperone rosso senza semi tagliato a fette spesse
1 peperone verde senza semi tagliato a fette spesse

1 cipolla a fette spesse
2 cucchiai di succo di lime
sale e pepe
noodle o riso cotti per servire



Se avete tempo, lasciate la carne in freezer per 30 minuti prima di cucinarla. In questo modo sarà più soda e sarà più semplice affettarla sottilmente. Tagliatela a striscioline lunghe e sottili di traverso rispetto alle fibre.
Scaldare l'olio nel wok preriscaldato o in un tegame. Unite l'aglio e friggete per 1 minuto. Unite la carne e friggete altri 2-3 minuti, finché non avrà preso un po' di colore. Unite il lemongrass e lo zenzero e togliete il wok dal fuoco.
Estraete la carne con un mestolo forato e tenetela in caldo. Unite peperoni e cipolla nel wok e friggete a fuoco vivace per 2-3 minuti, finché la cipolla non sarà leggermente appassita e dorata.
Rimettete la carne nel wok, bagnate con il succo di lime e regolate a piacere di sale e pepe.
Servite subito con noodles o riso.




Con ciò non vorrei che credeste che io ami più l'Oriente dell'America e giusto per capirci intono "God save America" e spero che Fabio mi faccia una bella sorpresa ;-)

Anna Luisa

mercoledì 27 ottobre 2010

Giffonese o...piemontese?



Alcuni di voi leggendo questo post potranno pensare che la mia "Montersinite" stia evolvendo verso la guarigione, o, peggio, si stia trasformando in "DeRisite"...no, non una malattia cinese o un'attacco di riso, ma un'affezione che mi induce a preparare le torte di De Riso. In realtà la vera patologia è la "forumite"! Ormai dottori, teologi e all'occorrenza anche avvocati di tutta Italia la stanno studiando da tempo, all'incirca da quando ci siamo incontrati l'anno scorso per il raduno di Bordighera e, dopo incontri vari, utilizzando i corsi di cucina come scusa, ci siamo reincontrati quest'anno per il raduno di Siena. Perché effettivamente, noi del forum della Cucina Italiana più ci conosciamo, più ci viene voglia di trascorrere altro tempo insieme! Ora vi starete chiedendo cosa c'entri tutto ciò con il dolce che ho preparato oggi. Ebbene, c'entra eccome! Si, perché durante i raduni c'è uno scambio (per non chiamarlo pusheraggio!) di prodotti tipici e "caccavelle" di vario genere. Quest'anno, tra dolci, dolcetti, verdure, cremine, etc, etc. ho ricevuto uno stampo per crostata con fondo amovibile dalla Mapi (per chi non avesse ancora visitato il suo nuovissimo blog consiglio di farlo, perché è meraviglioso!), e delle buonissime nocciole del Piemonte da Licia, simpaticissima amica con cui abbiamo condiviso anche l'appartamento.Così, tornata a casa, non potevo certo non preparare qualcosa di buono con questi meravigliosi doni e così la scelta è ricaduta (si, un'altra volta!) su una torta di De Riso: la giffonese.
Il nome di questa torta deriva dal fatto che De Riso, chef di fama nazionale, ma al momento non fortunato come me, ha a disposizione le buonissime nocciole di Giffoni, un paese del salernitano. Ma io ho le nocciole piemontesi, e mica delle nocciole qualunque, quelle della Licia! Per cui, nocciole della Licia più stampo della Mapi, uguale Piemontese!



Giffonese di Sal De Riso (o Piemontese)

Ingredienti
Per la frolla alle nocciole:
400 g di farina 00
240 g di burro morbido
160 g di zucchero a velo
100 g di nocciole di Giffoni (^_^) tostate e ridotte in polvere
50 g di uova intere (n.1)
30 g di albumi d'uovo (n.1)
4 g di lievito in polvere oer dolci
3 g di sale
1 baccello di vaniglia

Per il ripieno alle nocciole
150 g di burro morbido
150 g di zucchero a velo
150 g di uova intere (n.3)
150 g di nocciole di Giffoni in polvere
2 g di sale
1/2 scorza di arancia

Per la crema al cioccolato e nocciole
250 g di cioccolato gianduia
80 g di panna liquida fresca
30 g di burro
30 g di pasta di purea di nocciole

Per la finitura
granella di nocciole

Con le fruste elettriche lavorare il burro con lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema leggera montata, incorporate le nocciole in polvere (o comunque tritate fin emente) e poi aggiungete l'uovo, l'albume, il lievito, il sale e i semini di vaniglia. Amalgamate con una spatola e infine unite poco alla volta la farina setacciata. Lavorate brevemente l'impasto con le mani, formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per qualche ora.
Preparate il ripieno alle nocciole. In una ciotola capiente montate leggermente il burro morbido con lo zucchero a velo, il sale e la scorza grattugiata dell'arancia. Incorporate una per volta le uova e poi le nocciole in polvere. Per la crema al cioccolato e nocciola, fate fondere a bagnomaria in un tegame a fondo spesso il cioccolato gianduia ridotto a pezzetti. A parte, portate a ebollizione la panna per 30 secondi e poi versatela sul cioccolato ottenendo una crema liscia e lucida. Unite, alla fine, il burro morbido e la pasta di nocciole. Emulsionate bene e lasciate raffreddare e stabilizzare per almeno 12 ore.
Ora, in una tortiera di 22 cm di diametro, stendere la pasta frolla spessa circa 5 mm. Farcire con il ripieno alle nocciole di Giffoni fino a tre quarti. Cuocere in forno caldo a 170 °C per circa 35 minuti. Ua volta raffreddata, sformate la torta su un piatto da portata e con una sac-à-poche dotato di una bocchetta riccia formate sulla superficie delle onde con la crema al cioccolato e nocciola. Cospargete sul bordo dei granellini di nocciole tostate.



Abbiamo portato questa torta a casa dei nostri amici Flavio e Giusy, come conclusione di un'ottima cena per inaugurare la loro casa...direi che come inizio non c'è male ;-)
Anna Luisa

lunedì 25 ottobre 2010

Perché Margherita è un fiore...



Così iniziava una vecchia canzone di Cocciante, ed in effetti dicendo "margherita" viene in mente subito il fiore...almeno che non siate dei golosacci e pensate alla pizza, la classica pomodoro e mozzarella con una paio di foglie di basilico, ideata in onore della regina Margherita. E si, perché "Margherita" è anche un nome. Precisamente è il nome di una mia cugina, la numero trenta per l'esattezza, la quale è anche la dolce bimba a cui 16 anni fa ho fatto da madrina al suo Battesimo. Dovete sapere che Margherita, sta sbocciando proprio come un fiore, è bella, intelligente, suona il violino e fa danza, oltre ad essere dolcissima. Purtroppo non abita vicinissima a me, per cui sono rare le occasioni che abbiamo per vederci, ma nonostante ciò, ci vogliamo un gran bene. Ormai avrete capito che quando cucino penso alle persone che amo e preparo per loro i piatti che più credo possano piacere loro. Purtroppo non ho potuto ancora cucinare nulla alla mia cuginetta, ma questo piatto l'ho realizzato pensando a lei e sperando di farle cosa gradita, anche se non lo ha potuto assaggiare.



Margherita ai peperoni

Ingredienti per 2 persone
2 margherite di pasta della "fabbrica della pasta di Gragnano"
1/2 peperone giallo
1/2 peperone verde
100 g di ricotta
50 g di parmigiano grattugiato
1 cipolla
olio
sale e pepe

Fare soffriggere 1/2 cipolla in 2 cucchiai di olio, dopo averla affettata sottilmente. Aggiungere il peperone giallo pulito e tagliato a pezzetti. Salare, pepare e portare a cottura coperto, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua se necessario. Ripetere la stessa operazione con il peperone verde. Fare raffreddare i peperoni e con il frullatore ad immersione, frullare prima l'uno e poi l'altro e mescolare ciascun peperone con 1 cucchiaio di ricotta ed il parmigiano grattugiato.
Cuocere la pasta in acqua bollente per 8 minuti, quindi scolarla, passarla subito in una ciotola di acqua fredda e metterla ad asciugare su un canovaccio.
Disporre un fiore di pasta in ciascun piatto. Riempire una sac a poche di ricotta mescolata con il parmigiano e sbattuta un po', in modo da farla diventare una crema liscia, e farcire i petali della nostra "margherita". Quindi riempire, sempre utilizzando la sac a poche, il centro del fiore con il ripieno di peperone giallo. Infine disegnare lo stelo del fiore con la crema di peperone verde.




Certo Margherita non lo ha potuto assaggiare, ma chi non gradirebbe un omaggio floreale?
Maggie ti voglio un gran bene!
Anna Luisa

sabato 23 ottobre 2010

100% bollicine





Ormai si sa, anche questo tabù è caduto. Le bollicine che prima erano riservate esclusivamente al momento iniziale di un pasto, come aperitivo di benvenuto o al momento finale dello stesso per accompagnare il dolce, ormai hanno preso posto a tavola ed accompagnano piacevolmente tutte le portate.
Proprio partendo da questo concetto, Cinzano, che quest'anno festeggia i 250 anni di storia, in collaborazione con l'Associazione italiana sommelier, ha pubblicato il libro "100% bollicine. Un viaggio a tutto pasto tra creatività e tradizione" dove sono presentate tantissime ricette, dall'antipasto al dolce e con un'interessante sezione finale dedicata alla cucina non cotta. Per ogni piatto viene anche illustrato il migliore abbinamento con le bollicine per esaltarne ancora di più il gusto.
Molto carina anche la grafica, sia della copertina che delle ricette proposte.
Stasera il libro verrà presentato al Salone dl gusto a Torino e da oggi il libro è scaricabile gratuitamente dai seguenti siti: Associazione italiana sommelier (AIS) e Slow food, dal banner dedicato, in home page.
Buone bollicine a tutti!
                                               


Fabio ed Anna Luisa

venerdì 22 ottobre 2010

Brrrrrrr che freddo! Crema di patate, finocchio e cipolle con salmone e scalogni



Sono in arrivo i primi freddi ed un piatto caldo quando si torna a casa da una giornata di lavoro è proprio l'ideale, soprattutto se consumato davanti al camino, tra le braccia del signor Rossi...no, non temete, non ho tradito Fabio. Dovete sapere che a casa nostra abbiamo due ospiti fissi che sono i signori Rossi. Devo dire che sono entrambi molto calorosi ed avvolgenti, oltre ad essere confortevoli...e si, perché i signori Rossi sono i divani! Il nome gli viene evidentemente dal loro colore e vi assicuro che quando fuori fa freddo, accoccolarsi sul divano, come dicevo, davanti al camino con la fiamma scoppiettante, magari godendosi un bel film, è una vera gioia. A questo bel quadretto mancava solo un piatto caldo, una bella zuppa, anzi no, una crema. Ho fatto mente locale su quali fossero le verdure di stagione e mi sono ricordata che in frigo avevo un finocchio che non aspettava altro se non essere consumato. Così ho preparato questa crema di patate e finocchi, che data la presenza del salmone potrebbe prestarsi bene anche per una cena con ospiti.



Crema di patate, finocchio e cipolle con salmone e scalogni (da La grande cucina)

Ingredienti:
800 g di patate
1 finocchio
2 cipolle bianche
2 dl di latte
100 g di yogurt bianco
4 fette di salmone affumicato
4 scalogni
1 cucchiaino di zucchero
1 rametto di aneto
30 g di burro
sale
pepe

Mondate gli scalogni e affettateli sottilmente. Fateli appassire in un tegame antiaderente, in cui avrete sciolto 20 g di burro, per 5-6 minuti a fiamma media; aggiungete lo zucchero, fate caramellare e tenete in caldo. Lavate e pelate le patate; riducetele a tocchetti di dimensioni regolari e cuocetele a vapore per 25 minuti.
Nel frattempo mondate il finocchio e sbucciate le cipolle; tagliate entrambi gli ingredienti a pezzetti e poneteli in una casseruola con 10 g di burro, un mestolo di acqua bollente ed una presa di sale. Lasciate stufare per 20 minuti a fiamma bassa e recipiente coperto.
Frullate nel mixer le cipolle con il finocchio, il latte, lo yogurt, un pizzico di sale e una manciata di pepe, in modo da ottenere una crema omogenea. Passate le patate allo schiacciapatate, raccogliendo la purea in una ciotola; unite il composto frullato versandolo a filo e mescolando continuamente con una frusta.
Suddividete la crema così ottenuta nei piatti individuali ed adagiate sopra ciascuno una fetta di salmone affumicato ed un'abbondante cucchiaiata di scalogni caramellati; cospargete con l'aneto tritato, decorate con un ciuffetto di aneto intero e servite.



E dopo questa bella crema due coccoline non potevano mancare ^_^

Anna Luisa

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mercoledì 20 ottobre 2010

Dolcetto o scherzetto? Barchette con mousse di melanzane e cioccolato bianco



Halloween si avvicina ormai ed è ora di preparare qualcosa di buono o di organizzare qualche scherzetto :-D
La "cuoca" che è in me suggeriva il dolcetto, ma dato che sono anche una burlona, mi andava di fare anche uno scherzetto. Mentre cercavo qualche ricetta che facesse al caso mio, mi sono imbattuta in questa pubblicata nella raccolta "I grandi libri degli ingredienti". Leggendola ho immaginato subito le facce che avrebbero fatto gli assaggiatori scoprendo gli ingredienti, o per meglio dire l'ingrediente principale di queste buonissime tartellette.
Ho incuriosito un po' anche voi? Mi piacerebbe vedere anche le vostre di facce provandole, ma dato che non è possibile assaggiare in questo mondo virtuale, vi rivelo subito che l'ingrediente misterioso è....rullo di tamburi........la MELANZANA!!!
Qualcuno starà dicendo "la melanzana in un dolce?", qualche altro dirà che ha già sentito parlare di melanzane al cioccolato, ma in entrambi i casi vi assicuro che queste tartellette con una mousse di melanzane sono BUONISSIME!!! :-P
Prima che vi domandiate, vedendo le foto, come ho fatto i gusci di pasta frolla, vi rivelo che ho usato il metodo più semplice: comprarli al supermercato ;-)




Barchette con mousse di melanzane e cioccolato bianco

Ingredienti:
1 confezione di barchette di pasta frolla
1 melanzana grande
120 g di cioccolato bianco
150 ml di panna fresca
50 g di nocciole pelate
50 g di burro
1 cucchiaio di zucchero a velo

Sciogliete il burro in una casseruola e rosolatevi la melanzana tagliata a cubetti, spolverizzandola poi con lo zucchero a velo.
Cuocete con coperchio a fiamma dolce per circa 15 minuti fino a renderla leggermente caramellata e morbida. Frullate al mixer e fate raffreddare.
Fondete il cioccolato a bagnomaria e tritate le nocciole, dopo averle tostate in forno caldo per 10 minuti. Montate la panna ben ferma e unitela al cioccolato, incorporate la purea di melanzana e le nocciole. Coprite con la pellicola e fate riposare in frigorifero per 1 ora.
Farcite le barchette di pasta frolla con la mousse di melanzane e servite.

Il libro da cui ho tratto questa ricetta la propone tra gli antipasti, ma vi assicuro che sono dei dolcini a tutti gli effetti.



Dimenticavo. Volete sapere la reazione degli assaggiatori quando tra supposizioni varie tipo "ci sono le pere?" "ci sono le banane", ho detto loro che c'erano le melanzane nella mousse? Sono rimasti positivamente stupiti, ma certo non a bocca aperta...anche perché era piena :-D

Anna Luisa

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lunedì 18 ottobre 2010

Raduno del forum della Cucina Italiana a Siena



Il fine settimana scorso siamo stati a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, in occasione del raduno del forum della rivista "La cucina italiana", splendidamente organizzato dagli amici Maria e Antonio e dalle "segreterarie" Patrizia e Stefania.





Tutto il fine settimana è stato all'insegna del divertimento e della buona cucina, in un contesto che in ogni periodo dell'anno è superbo e che ci ha accolti con i colori dell'autunno che stanno arrivando e con ancora in corso la vendemmia.



Il venerdì abbiamo cenato ottimamente presso La compagnia dei vinattieri, cucina curata, accompagnata da vino all'altezza dei piatti, come è d'obbligo in quest'angolo di Toscana.





Il sabato mattina ci siamo dedicati alla visita delle cantine Chigi-Saracini di Poggio Bonelli, splendido agriturismo immerso nei vigneti della zona del Chianti Classico, sede del raduno di quest'anno.





Dopo la visita alle cantine, Caterina, con la sua classe ed eleganza, ci ha tenuto un minicorso sull'apparecchiatura delle tavole, illustrandoci tre situazioni diverse: il pranzo d'autunno, la cena con gli amici più cari ed il buffet di Natale. I suoi consigli sono stati molto apprezzati da tutti i presenti.
















Dopo il light lunch, che di light aveva solo quella naturale che penetrava dall'esterno e quella delle lampadine dell'interno, visto che era a base di specialità toscane da leccarsi i baffi, un assortimento curatissimo di formaggi e salumi toscani di ottima fattura artigianale, ci siamo spostati a Siena.





Dopo la visita con degustazione presso l'Enoteca italiana all'interno della Fortezza medicea, siamo stati ospitati nel museo della contrada del Montone dove abbiamo potuto assaporare un po' più da vicino la realtà delle contrade senesi e del Palio. Subito dopo ci siamo recati sull'adiacente terrazza da dove abbiamo potuto godere di una splendida vista su Siena sorseggiando un aperitivo.









Il giro è proseguito lungo le strade della città fino all'incantevole Piazza del Campo, una delle più belle e suggestive al mondo.



Visto che avevamo mangiato poco (?) fino ad ora...abbiamo preso d'assalto il panificio Il Magnifico tra assaggi di panforte, ricciarelli e quant'altro sfornato. Inutile dire che è stato inevitabile prendere qualche souvenir di Siena da portare a casa anche qui...







Dopo un breve giro in libertà per la città, ci siamo riuniti presso la trattoria dell'oste mezzo per una cena tutta a base di cinta senese...abbiamo ancora la bava alla bocca...





La domenica mattina, mentre ancora qualcuno sonnecchiava, qualcun altro cominciava o continuava la preparazione del piatto da presentere, sono andato un po' in giro tra gli splendidi paesaggi delle colline senesi prima di fare ritorno all'agriturismo per il raduno.







Qui i partecipanti al raduno hanno dato il meglio di sé. Saranno state più di ricette presentate, un tripudio di prelibatezze, tra piatti della tradizione locale ed innovazioni all'ultimo grido. Ce n'era per tutti gusti, in un clima sereno ed amichevole. Visto che ci sarebbe impossibile mettere le foto di tutte le preparazioni, di alcuni non le abbiamo nemmeno tante ne erano, vi metto il video che ho realizzato dei piatti degustati.


Qui il link per vederlo in qualità migliore:

Un'ultima nota va a Maria ed Antonio che ci hanno accolti e trattati come se fossimo stati ospiti a casa loro, con le loro premure, le loro attenzioni ed il loro affetto.
Fabio