lunedì 13 settembre 2010

Islanda, ottavo giorno: lago Myvatn



Dopo aver fatto colazione al Blaa kannan (Café Paris) ad Akureyri, in poco più di un'ora siamo nell'area del lago Myvatn che significa lago dei moscerini. Questi insetti abbondano nell'aria, sono attratti dall'anidride carbonica che respiriamo, danno un leggero fastidio, niente di più. Nei negozi si possono comprare anche delle retine copricapo, ma ci sembra eccessivo.
La prima zona del lago con cui veniamo in contatto sono gli pseudocrateri di Skutustadagigar formatisi quando la lava incontrò l'aqua del lago. In lontananza vediamo fumarole che segnalano un'intensa attività geotermica.




Secondo punto di interesse è il promontorio lavico di Höfði, in particolare i klasar (pilastri di lava).





Proseguendo la visita nei dintorni del lago, giungiamo a Dimmuborgir, gli oscuri castelli. Prima di metterci in marcia, pranziamo presso il Kaffi Borgir. Prendiamo del salmone affumicato su pane nero e un bagel al salmone. C'è un forte odore...come di tabacco bruciato...quando ci ricordiamo che in Islanda non ci sono alberi e per affumicare viene usato...sterco di pecora...adesso ci spieghiamo anche quell'odore (per fortuna il sapore è normale) così particolare...





Qui a Dimmuborgir è possibile percorrere diversi sentieri attraverso queste formazioni laviche, la più interessante delle quali è la Kirkjan, così chiamata per la forma che ricorda la volta di una cattedrale gotica.





Proseguendo attorno al lago, ci imbattiamo nella nostra prima laguna blu. Si tratta di un'area geotermica non adatta alla balneazione, qui infatti le temperature sono molto alte. Ci limitiamo ad osservare l'affascinante ed insolito paesaggio.





Dall'altra parte della montagna c'è un'area estremamente interessante, quella di Hverarond, facilmente raggiungibile dalla strada. Qui il paesaggio è mozzafiato. Pozze ribollellenti di fango, enormi fumarole che sprigionano nuvole di vapori, soffioni, solfatare e sullo sfondo la colorata montagna Namafjall. Spettacolo!









Poco più avanti c'è la deviazione per il Krafla. Subito dopo la centrale geotermica che è stata qui costruita, si trova Leirhnjukur. Per quanto potenzialmente pericolosa, in quanto si tratta di una zona vulcanicamente attiva, i turisti sono attratti dalle pozze ribollenti di vari colori qui presenti. Poi il sentiero si fa più impervio, ci sarebbe ancora tanto da camminare e torniamo indietro.



 Saliamo ancora più su lungo la strada, fino alla caldera del Krafla. Purtroppo c'è nebbia, la visibilità non è buona e torniamo giù.
Stasera salteremo volentieri la cena. Vogliamo infatti goderci la blue lagoon di Myvatn, Jarðböðin. Fare il bagno all'aperto, alle 21:30 con 9 gradi all'esterno sotto una leggera pioggerella in questa laguna dall'acqua calda azzurrognola, proveniente dall'impianto per la lavorazione della diatomite, sarà una delle esperienze più belle di questo viaggio, davvero indimenticabile...un po' meno l'uscita dall'acqua...

(foto di Barbara)


E' ora di concederci il meritato riposo presso il nostro cottage nella guesthouse Dimmuborgir, con splendida vista sul vulcano Hverfell.

Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO

Fabio

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