venerdì 10 settembre 2010

Islanda, settimo giorno: Eyjafjordur e Godafoss




Siamo giunti al nostro settimo giorno di vacanza. Abbiamo scelto Akureyri, dove resteremo un'altra notte, per esplorare la zona che si sviluppa a destra e a sinistra dell'Eyjafjordur, il fiordo a nord della cittacina che offre tanti spunti interessanti lungo le strade 82 ed 83.



Dopo avere fatto colazione nel bel locale Bláa kannan (Café Paris) che offre una vasta scelta ci incamminiamo lungo la strada 82 circondati da montagne ricoperte dai ghiacciai. La percorriamo senza soste fino a Siglufjordur. Principale attrazione della cittadina è il museo dell'aringa, a pagamento. Qui c'era un'attività incredibile, poi , forse proprio a causa dello sfruttamento eccessivo, le aringhe hanno deciso di cambiare lidi. Il museo che si articola in più capannoni è fatto molto bene, è decisamente interessante.















Lasciata la cittadina, tornando indietro. La pioggia e la strada sterrata l'hanno impastrocchiata per benino. Per fortuna in Islanda in ogni stazione di servizio, gratis, ci sono le pompe dell'acqua con gli spazzoloni per ripulirsela per benino.



Ci fermiamo alla chiesetta di Modruvellir.





Dopo una veloce visita, dopo cinque minuti siamo in macchina e...sorpesa! La macchina è defunta, non da segni di vita. Fortunatamente proprio di fronte alla chiesetta c'è una casa (se fosse successo in un altro posto non so come avremmo fatto). Una gentile signora ci fa ripartire con i cavetti attaccati al suo potente fuoristrada. Cosa si fa? Si cammina e si fa ricaricare la batteria. Si, ma fin dove? Da Babbo Natale, che domande! Si, perché una decina di chilometri a sud di Akureyri c'è una succursale dell'ufficio lappone (in realtà si tratta di un negozio di oggetti natalazi) e noi ci fiondiamo. Qui c'è anche il calendario dell'Avvento più grande al mondo. Si trova nella torretta alle spalle del negozio (o casa di Babbo Natale se preferite).









Potevamo non prendere qualcosa per addobbare il nostro albero fatto con le decorazioni comprate in giro per il mondo?
E' ora di dirigerci verso l'altra costa del fiordo, lungo la strada 83.
Arriviamo alla tradizionale fattoria Laufàs, col tetto in erba, anch'essa trasformata in un museo. D'obbligo la sosta nel caffé in stile country.













E' relativamente presto, il tempo è un po migliorato e decidiamo di allungarci a vedere la cascata Godafoss, la cascata degli Dei, facilmente accessibile dalla Ring road. Il pennacchio di vapore che si nota dalla strada è il segnale che siamo arrivati. La visitiamo sia dal parcheggio "ufficiale", dalla parte destra, che da quello "ufficioso", poco più avanti, partendo dal distributore di benzina.











Mentre il Sole inizia a scendere, rientriamo ad Akureyri. Cenremo da Strikid che offre anche una bella vista sulla Cattedrale e sul porto. Sono le 23 ed il Sole accenna ad un tramonto.





Trovate tutto il diario di viaggio nella pagina dei DIARI DI VIAGGIO

Fabio

2 commenti:

  1. Maaaaaa... mi volete (ci volete, sta leggendo anche Cinzia) far piangere?

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  2. Ricky, non è che è ora che ci torniate? Leggo troppa nostalgia nelle tue (vostre) parole :-D

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