lunedì 30 novembre 2009

Lievito madre (se non vi sentite pronte a diventare madri, desistete!) Focaccia e Brioches con Lievito Madre



Erano anni ormai che sentivo parlare di lievito madre, ma finora mi ero sempre ben guardata dall'averne in casa. La motivazione è molto semplice: questo lievito crea dipendenza! Immaginate di avere un bimbo (si, ho detto proprio bimbo) in casa che cresce, certo, ma ha bisogno di mille attenzioni per farlo. Va infatti tenuto d'occhio almeno una volta al giorno e se lo si vede un po' stanco va pesato (del genere vediamo come è andata la poppata), impastato almeno in parte con un uguale peso di farina (magari con della manitoba perchè il piccoletto ha anche le preferenze) e metà peso di acqua (non troppo fredda, altrimenti rischia di prendersi un malanno). Di tanto in tanto, però solo se si comporta bene, come premio, gli si da un cucchiaino di miele.
 Ora vi chiederete come mai, nonostante sapessi benissimo a cosa stavo andando incontro, ho deciso di crescermi questo fringuello. Ebbene, un paio di settimane fa c'è stato un corso a Roma tenuto dalle mitiche sorelle Simili, due panettiere di Bologna autrici anche di tre libri. Al corso hanno regalato ad ogni allieva un pezzetto del loro storico lievito madre ed una mia amica, Ross, me ne ha preso un po' e me lo ha anche allevato fino alla consegna. La prima cosa da fare con il lievito madre è...direte: una pizza, del pane...ebbene no, è battezzarlo :-) Il mio, in onore delle sorelle Simili, l'ho chiamato Similio, giusto per iniziare a fare conoscenza e sapere come chiamarlo se lo devo sgridare. Devo dire la verità, il mio Similio è risultato, almeno finora, molto disciplinato, cresce bene ed ha un buon profumo...non di bebè, ma di vino. Diciamo che stiamo iniziando a prendere confidenza. Abbiamo "giocato" spesso questa settimana, divertendoci molto, L'unica che inizia a divertirsi di meno è la bilancia, in quanto, come dice Fabio, speriamo che con questo lievito non lievitiamo anche noi...





Il primo "gioco" fatto con Similio è stato un lavoretto semplice semplice: la focaccia. Non sapendo come si sarebbe comportato, ho utilizzato 350 g di LM per 500 g di farina. Certo la lievitazione è stata lunga, varie ore, ma mi ritengo più che soddisfatta del risultato.

Focaccia con LM
Ingredienti:
500 g di farina manitoba (ho utilizzato il mix che si trova facilmente al supermercato)
350 g di LM
200 ml di acqua
1 cucchiaino di zucchero
50 ml di olio
10 g di sale

Riscaldare l'acqua a 35-36 °C e sciogliervi lo zucchero ed il LM. Disporre la farina a fontana, ponendo il sale esternamente alla farina e l'olio al centro. Versarvi l'acqua con il lievito poco alla volta inglobando la farina dal centro verso l'esterno. Quando tutto il lievito sarà " protetto" dalla farina, inglobare anche il sale, Impastare bene per almeno 15 minuti sbattendo anche l'impasto sul piano. Disporre l'impasto lontano da correnti d'aria e coprire con un canovaccio umido finché non raddoppia di volume. Stender la focaccia e lasciare lievitare 1 ora e 1/2. Praticare con le dita delle fossette, pennellare di olio e mettere del rosmarino e del sale grosso. Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 180°C per circa 25-30 minuti.




Non contenta, ho deciso di effettuare il primo esperimento dolce ed ho preparato le brioches.
Un annetto fa sul forum de "La Cucina Italiana" si creò una sorta di tormentone con le brioches di Cafiero, pasticciere sorrentino, ed anche egli autore di due libri, di cui avevo postato la ricetta. Con il tempo ho apportato delle modifiche alla ricetta stessa, riuscendo ad ottenere ottimi risultati, ma sempre utilizzando il lievito di birra. Questa volta mi sono cimentata con il lievito madre e la cosa che più mi ha colpita è stato l'odore di pandoro che si avvertiva in cucina durante la lievitazione.
Riporto la ricetta da me modificata  sia con lievito di birra che con lievito madre.



Brioches

Ingredienti:
500 g di farina (Mix manitoba)
25 g di lievito di birra (oppure 350 g di LM rinfrescato il giorno prima)
5 g di sale
100 g di zucchero
1/2 cucchiaino di miele
2 uova
100 ml di latte tiepido
100 g di burro
1 bustina di vanillina
1 uovo
qualche goccia di latte




Sciogliere un cucchiaino di zucchero ed il lievito nel latte. Aggiungere la metà della farina e mescolare fino ad ottenere un impasto semiliquido, ma uniforme. Coprire con un canovaccio umido e lasciare lievitare 20-30 minuti. Disporre la restante farina a fontana su di un ripiano e mettervi al centro tutti gli ingredienti, tranne il sale che va messo esternamente. Impastare sempre dal centro, e alla fine incorporare anche il sale. Coprire con il canovaccio e lasciare lievitare 3 ore. Formare delle brioches oppure delle trecce intrecciando tre cordoni di impasto alla volta. Ricoprire con il canovaccio e lasciare lievitare fino al raddoppio del volume. Spennellarle con un uovo sbattuto con qualche goccia di latte ed infornare in  forno ventilato preriscaldato a 180°C per 15 minuti.
Una volta raffreddate queste brioches possono essere congelate e consumate dopo un passaggio di qualche minuto al microonde.

Il procedimento con il LM invece prevede che esso sia stato rinfrescato una mezza giornata prima dell'utilizzo e quindi sciolto nel latte ed aggiunto direttamente a tutta la farina ed al resto degli ingredienti, saltando la prima lievitazione. La lievitazione dell'impasto intero deve durare 4-5 ore, mentre quella delle brioches tutta la notte. Volendo si può mettere della granella di zucchero sulle brioches prima di infornarle, ma se non l'avete, come è capitato questa volta a me, potete fare senza.



Sicuramente il lievito madre è un impegno da rispettare con scadenze precise, ma date le soddisfazioni che procura ed il fatto che nella peggiore delle ipotesi, nessuno è stato ancora condannato per lievitomatricidio, credo che Similio ed io "giocheremo" ancora spesso insieme...
Anna Luisa

giovedì 26 novembre 2009

Preparazione sushi





I Giapponesi sono dei veri e propri maestri nella preparazione del sushi. A parte una scelta scrupolosa degli ingredienti utilizzati, il pesce in primis, curano in maniera maniacale l'estetica del piatto. Il cibo per loro deve essere buono ma anche bello da vedere. E' inutile dire che le loro preparazioni colpiscono.
La loro è una cucina molto sana, a base di riso, pesce freschissimo, verdure e carne che vengono accompagnate con salsine varie, wasabi (pasta di rafano) e zenzero.
Non mi ritengo neanche lontamente vicino ai bravissimi maestri giapponesi, ma con qualche attrezzo apposito e un po' di pazienza si ottiene comunque un risultato accettabile e d'effetto.
Come già detto nel post dedicato alla cena orientale, la prima operazione da compiere è la cottura del riso, in versione agrodolce. L'aggiunta dello zucchero consente al riso di acquistare compattezza ed essere lavorato bene con le mani bagnate. E' necessario procurarsi i fogli di alghe nori per queste preparazioni. Si tratta di fogli che, essendo anche appositamente traforati, possono essere facilmente arrrotolati. Il procedimento classico prevede che si utilizzi una piccola stuoia di cannucce per agevolare l'operazione di arrotolamento. Personalmente utilizzo un sushi maker. Un comodo attrezzo che permette di dare facilmente la forma cilindrica al riso e di farcirlo come si preferisce.
Ma torniamo alla preparazione. E partiamo appunto dal riso.


Per 4 persone

Prendete 200g di riso a chicco corto e sciacquatelo in acqua fredda, cambiando l'acqua più volte finché sarà trasparente. A questo punto scolatelo in un colino e lasciatelo riposare almeno 1 ora.
Mettete il riso in una casseruola abbastanza profonda ed aggiungete 2,5 dl di acqua. Considerate che serve sempre il 15% di acqua in più rispetto al riso.
Coprite la casseruola con un coperchio e fate bollire a fuoco vivace per 5 minuti. Abbassate quindi la fiamma al minimo e lasciate cuocere il riso senza togliere il coperchio per 15 minuti. Il riso è pronto quando l'acqua sarà assorbita.
Togliete dal fuoco e lasciate riposare, sempre coperto, per 15 minuti. Mescolate al riso 8 cucchiaini di aceto di vino bianco (o di aceto di riso), 4 cucchiaini di zucchero ed un cucchiaino di sale. Trasferite il riso in una ciotola grande, versatevi sopra il liquido all'aceto appena preparato ed amalgamate con una spatola bagnata senza schiacciare. Coprite la ciotola con un panno da cucina umido e lasciate raffreddare completamente.
Una volta che il riso è raffreddato munirsi di una vaschetta da riempire con acqua che servirà per bagnare il sushi maker per agevolare la fuoriuscita del riso e per inumidirsi le mani per lavorare il riso.

Stendere un foglio di alghe nori su un piano asciutto.




Immergere il sushi maker completamente nell'acqua,



 quindi stendere uno strato di riso creando al centro un leggero solco nel quale si porrà il ripieno,









 coprire per bene con un altro strato di riso.



 Coprire il sushi maker con il coperchio e pressare energicamente per compattare il riso e fare uscire dai buchi sottostanti l'eventuale eccesso di acqua.





Scoperchiare e capovolgere il riso sul foglio di alghe lungo il lato corto verso una delle due estremità.



Arrotolare il foglio di alghe facendolo aderire al riso, completare il giro. Lasciare un cm in più di alga per sigillare e tagliare via l'eccesso (fatto a striscioline può essere utilizzato per una zuppa per esempio). Umidificare leggermente il tratto di alga rimasto e sigillare.





Lasciare riposare in frigo prima di affettare con un coltello bene affilato, creando dei cilindri di 3 cm circa di altezza.



Servire con la salsa di soia, il wasabi e lo zenzero.

Un'altro modo di prepararlo per esempio è non aggiungendo le alghe, ma rotolando il cilindro di riso ottenuto col sushi maker nel sesamo.

Oppure, con un altro tipo di sushi maker, si possono ottenere dei mattoncini di riso, sui quali verrà adagiato del pesce freschissimo. Riempire di riso il sushi maker precedentemente immerso nell'acqua, premere bene col coperchio e rovesciare.













Queste sono alcune preparazioni che si possono ottenere:









Cos'altro dirvi? Provatelo a fare, è divertente, non difficile, d'effetto...e pure buono!

Fabio

mercoledì 25 novembre 2009

Cena orientale-seconda parte: Sushi e sashimi, Pane al vapore, Palline fritte di patate dolci, Bicchierini di budino alla vaniglia e mousse di cachi






 Olmai l'avlete capito, a noi piacele cucina olientale. Se continuassimo a scrivere così, non sappiamo che post ne uscirebbe fuori. Meglio allora tornare a scrivere normale. Anche perché sembra di parlare come Titti (l'uccellino) più che come un cinese.
E si! A noi la cucina orientale piace ed affascina pure. Il primo contatto è stato, come per molti, in uno dei tanti ristoranti cinesi italiani (anche se, dopo che siamo stati a Taiwan, abbiamo capito che poi tanto cinesi non sono). A Napoli di ristoranti giapponesi, se non da alcuni anni a questa parte, non se ne vedeva nemmeno l'ombra, sebbene alle falde del Fuji, o meglio...del nostro Vesuvio una certa richiesta di innovazione si sentisse già da tempo. Ma si sa, qui siamo molto legati alle tradizioni e soprattutto alla nostra cucina. Il primo approccio con la cucina giapponese è stato a Parigi in un ristorantino che si trovava proprio di fronte al nostro hotel. Una tentazione continua cui abbiamo ceduto l'ultima sera che siamo stati nella ville lumière. Abbiamo così preso confidenza con le bacchette, col sapore delle alghe nori, del wasabi. No a dire il vero col wasabi proprio no! Il suo gusto così forte e pungente non ci ha mai conquistati. Preferiamo accompagnare sushi e sashimi con la sola salsa di soia. Dopo quell'esperienza, quando è stato possibile, una capatina al giapponese l'abbiamo sempre fatta molto volentieri.
Già qualche anno fa Fabio si era lanciato nella preparazione di una cena a base di sushi e sashimi. In realtà si trattava di un "finto" sushi evitando, se non per i più coraggiosi, il pesce crudo, ed utilizzando verdure o comunque prodotti cotti.
Questa volta invece abbiamo un po' allargato il menu, e ne sono uscite fuori diverse cose carine anche per assecondare i limiti culinari di tutti...ed evitare che qualcuno si rivolgesse alla pizzeria di fronte casa nostra...

Seguendo l'ordine del menu postato nella prima parte (anche se in realtà non c'è stato un ordine preciso nel presentare le pietanze, se non per il dolce, come usano fare in Oriente, dove tutto viene portato in tavola appena pronto) proseguiamo con:






Involtini primavera
Abbiamo preferito preparne di già pronti in quanto non abbiamo trovato la pasta giusta per farli noi. Erano ottimi.

Ingredienti:
3 confezioni di involtini primavera già pronti da friggere in abbondante olio o da cuocere al forno secondo i tempi indicati sulla confezione.





Maialino in agrodolce
La nostra amica Rosaria ha invece praparato un ottimo maialino servito su una base di riso a forma di fiore.






Pane al vapore (ricette con il Bimby)


Ingredienti
150 g di acqua
15 g di lievito di birra
250 g di farina
1 cucchiaino di sale
olio, per oliare q.b.
1500 g di acqua


Preparazione
1. Mettere nel Bimby acqua e lievito, scaldare: 2 min./37°/vel. 1.
2. Aggiungere la farina, il sale e impastare: 2 min. e 30 sec.
Togliere l'impasto e infarinarlo per togliere l'umidità in eccesso.
3. Formare una palla e mettere a lievitare in una piccola zuppiera ben oleata (di una forma che possa essere messa nel recipiente del Varoma), coprire con un tovagliolo. Lasciar lievitare in un luogo caldo per 1 ora, finché l'impasto non è raddoppiato di volume.
4. Versare l'acqua nel boccale, mettere la ciotola con l'impasto nel recipiente del Varoma, posizionare il Varoma e cuocere: 45 min./Varoma/vel. 1.
5. Lasciare raffreddare e tagliare il pane in fettine sottili di 1 cm.







Sushi e sashimi
Probabilmente questa è una delle preparazioni "più estreme" della cena, più lontana dai nostri gusti e sapori per l'utilizzo di ingredienti che a noi non sono consoni come le alghe nori essiccate, il pesce crudo, la salsa di soia, il wasabi. Ma è anche un tipo di cibo che non poteva mancare in una cena così impostata. Gli ospiti, superando alcune barriere, sembrano avere gradito!

Procedimento per la cottura del riso
La prima fase, indubbiamente fondamentale, è la cottura del riso.

Per 4 persone

Prendete 200g di riso a chicco corto e sciacquatelo in acqua fredda, cambiando l'acqua più volte finché sarà trasparente. A questo punto scolatelo in un colino e lasciatelo riposare almeno 1 ora.
Mettete il riso in una casseruola abbastanza profonda ed aggiungete 2,5 dl di acqua. Considerate che serve sempre il 15% di acqua in più rispetto al riso.
Coprite la casseruola con un coperchio e fate bollire a fuoco vivace per 5 minuti. Abbassate quindi la fiamma al minimo e lasciate cuocere il riso senza togliere il coperchio per 15 minuti. Il riso è pronto quando l'acqua sarà assorbita.
Togliete dal fuoco e lasciate riposare, sempre coperto, per 15 minuti. Mescolate al riso 8 cucchiaini di aceto di vino bianco (o di aceto di riso), 4 cucchiaini di zucchero ed un cucchiaino di sale. Trasferite il riso in una ciotola grande, versatevi sopra il liquido all'aceto appena preparato ed amalgamate con una spatola bagnata senza schiacciare. Coprite la ciotola con un panno da cucina umido e lasciate raffreddare completamente.




Preparazione del sushi
Stendere un foglio di alghe nori su un piano asciutto (l'alga non ama per niente l'acqua). Meglio su una stuoietta di bambù che sarà utile anche per chiudere il rotolo. Stendere lungo il lato corto del foglio una striscia di riso sulla quale adagiare il contenuto (personalmente ho usato tonno e salmone con degli spinaci o la stessa alga nori, ed in più ho fatto una versione con zucchina e carota scottate per chi proprio non voleva osare). Coprire con un altro strato di riso. Con la stuoietta far avvolgere l'alga attorno al riso. Tagliare l'eccesso e sigillare umidificando leggermente l'alga per farla aderire bene. Fare assestare prima di tagliare il rotolo così ottenuto in cilindri di 3-4 cm di altezza.
In alternativa si possono tilizzare i comodi "sushi maker" che creano automaticamente la forma cilindrica col riso che poi verrà avvolto nell'alga (probabilmente in un post successivo illustrerò per bene tutto il procedimento). Una versione l'ho preparata con i semi di sesamo all'esterno invece che con l'alga, con il cuore di tonno.






L'altra preparazione invece prevede di preparare dei "mattoncini" di riso sui quali adagiare del pesce fresco. Personalmente ho usato dei gamberetti scottati un secondo in aqua bollente cui, incidendo per il senso della lunghezza, ho fatto arricciare la parte anteriore e del salmone affumicato.







Palline fritte di patate dolci (100 ricette cinesi)

Ingredienti per 4-6 persone
450 g di patate dolci
100 g di farina di riso
50 g di zuchero di canna
20 d si semi di sesamo
abbondante olio

Mettete le patate in una casseruola, coprite con acqua fredda e portate ad ebbollizione.
A questo punto abbassate la fiamma e cuocete per circa 20 minuti le patate. Scolatele, sbucciatele e passatele nello schiaccapatate. Incorporate la farina di riso e lo zucchero ed amalgamate bene il composto con un cucchiaio di legno. Con le mani umide, prelevate piccole quantità di composto formando delle palline delle dimensioni di una noce; passatele nei semi di sesamo, ricoprendole completamente. Fate scaldare abbondante olio nel wok o in una padella per fritti, immergetevi le palline poche alla volta e cuocete fino a quando saranno dorate. A mano a mano che saranno pronte mettetele a perdere l'unto di cottura su carta assorbente da cucina. Servite ben calde.
Ho preferito accompagnarle con del miele sciolto.








Bicchierini di budino alla vaniglia e mousse di cachi

Per il budino ho utilizzato la ricetta della pannacotta alla vaniglia di Giselè del forum della Cucina Italiana:
Ingredienti
500 g di panna liquida
125 g di zucchero
160 g di latte
vanillina
7 g di colla di pesce

Far bollire la panna con il latte e lo zucchero con gli aromi e, una volta fatto bollire, togliere dal fuoco ed aggiungere la colla di pesce precedentemente ammollata nell'acqua fredda!Versate nei bicchierini e fare raffreddare, quindi mettere in frigo per almeno tre ore.

Per la mousse ho usato quella di Santin

Mousse di cachi
Ingredienti
500 gr. di panna montata
500 gr. di cachi
5 gr. di pectina
260 gr. di zucchero
il succo di ½ limone.

Pelare i cachi e assaggiarli scartando quello che dovesse allappare. Raccoglierli in una pentola di rame con lo zucchero e la pectina e cuocere per 12 minuti calcolando il tempo dall’inizio dell’ebollizione. A fine cottura completare con il succo di limone e Lasciar raffreddare completamente la composta prima di amalgamarvi delicatamente la panna montata. Conservare in frigorifero.
Quando la pannacotta si è rappresa, con una sac à poche ho messo la mousse di cachi e riposto in frigo fino al momento di servire.


Questa volta abbiamo rivolto il nostro sguardo verso Oriente, chissà la prossima volta dove guarderemo...

Anna Luisa e Fabio

martedì 24 novembre 2009

Cena orientale-prima parte: Noodles con pollo, peperoni, ananas ed anacardi, Pollo al curry, Tempura di gamberi, Riso alla cantonese







A volte ci capita di attraversare un periodo esterofilo durante il quale diamo la precedenza alla cucina straniera rispetto a quella italiana. Credo che questa "voglia" di cucina estera si possa semplicemente tradurre in una voglia di partire alla scoperta di Paesi non ancora visitati, oppure in un desiderio di rivedere posti che ci hanno colpiti in maniera particolare. Sicuramente quando facciamo un viaggio, cerchiamo anche di allontanarci dai soliti percorsi turistici per scoprire la vera anima del posto che visitiamo; luoghi non battuti dai turisti, ma che sovente si rivelano essere più affascinanti di quelli "pubblicizzati". Per carpire la vera anima dei luoghi che visitiamo, cerchiamo di venire il più possibile a contatto con gli abitanti e le loro abitudini di vita, rimanendo sempre affascinati da mille sfaccettature. La cucina racconta tanto dei Paesi che si visitano, ed è per questo che proviamo praticamente tutto, tornando a casa la maggior parte delle volte con libri della cucina locale e prodotti tipici del posto. Purtroppo (anche se sarebbe bello) non sempre, o per meglio dire quasi mai, si ha la possibilità di preparare i bagagli all'improvviso e partire. E così cerchiamo di rivivere dei momenti trascorsi nei Paesi visitati rivedendo le foto che abbiamo scattato oppure riprovando sapori, che ahimè, per quanto si avvicinino, non sono mai uguali agli originali. E lo facciamo preparando un piatto particolare che ci ha colpiti, oppure, come è capitato l'altra sera, un'intera cena. La richiesta di organizzarla è stata espressamente fatta da una nostra amica, Annarita, la quale ci ha così riportato alla memoria la miriade di ricordi che abbiamo del nostro (per ora) unico viaggio in Oriente, a Taiwan. Abbiamo quindi preparato una cena a buffet, dall'aperitivo fino al dolce. E' così, frugando tra le pagine di libri di cucina orientale e prendendo qualche spunto da internet, abbiamo realizzato diversi piatti.

Il menù era così composto:
Snacks cinesi
Noodles con pollo, peperoni, ananas ed anacardi
Pollo al curry
Crocchette di pollo fritto con ketchup e salsa di soia
Tempura di gamberi
Riso alla cantonese
Insalata thailandese
Involtini primavera
Maialino in agrodolce (preparato dall'amica Rosaria)
Pane al vapore
Sushi e sashimi
Crocchette di patate dolci in semi di sesamo accompagnate dal miele
Bicchierini di budino alla vaniglia con mousse di cachi





Noodles con pollo, peperoni, ananas ed anacardi

Ingredienti
500g di petto di pollo a tocchetti
1/2 peperone rosso e 1/2 giallo
1/2 tazzina di vino bianco
2 fette di ananas
1 manciata di anacardi
sale
olio
salsa di soia

Tagliare a quadratini i peperoni. Far saltare nel wok fino a cottura e mettere da parte. Mettere il pollo nel wok mescolando continuamente, sfumare col vino bianco e far cuocere per 10 minuti. Aggiungere i peperoni, l'ananas tagliato a pezzetti e la manciata di anacardi. Amalgamare il tutto con la salsa di soia ed eventualmente aggiustare di sale. Nel frattempo, in acqua bollente salata, versare i noodles e far cuocere per 1 minuto e 1/2-2 minuti dalla ripresa del bollore. Separarli per bene con un forchettone. Scolare e versare nel wok mescolandolo col pollo e gli altri ingredienti a fuoco vivace. Servire caldo.






Pollo al curry (sale & pepe)

Ingredienti per 6 persone:
1 kg di petto di pollo a pezzi
20 g di burro
200 g di panna
2-3 cucchiai di yogurt bianco
una cipolla bianca
un trito di aglio, timo, alloro
un pizzico di cannella
macis in polvere
un cucchiaio di curry (mediamente piccante)
un bicchiere di brodo vegetale
30 di mandorle in scaglie
olio di semi
sale e pepe

Affettate sottile la cipolla e fatela soffriggere in un tegame antiaderente con il burro e 2 cucchiai di olio; aggiungere i pezzi di pollo e rosolateli girandoli da tutte le parti. Insaporite con sale, pepe, il trito aromatico, la cannella ed il macis.
Trasferite i pezzi di pollo in un tegame di coccio, mettetelo su fuoco basso, unite la panna e lo yogurt e fate prendere lentamente l’ebollizione. Evitate di alzare troppo la fiamma altrimenti la panna formerà dei piccoli coaguli.
Scaldate il brodo in un tegame a parte, aggiungete il curry e fatelo sciogliere bene. Versate metà del brodo sul pollo, mescolate, lasciate riprendere il bollore e proseguite la cottura versando man mano il brodo rimanente.
Dopo 15-20 minuti assaggiate, regolate di sale e completate con le scaglie di mandorle; mescolate ancora e continuate la cottura per altri 5 minuti: la carne dovrà restare tenerissima ed il sugo abbondante e molto saporito.
A fine cottura scolate i pezzi di pollo in un recipiente fondo da portata e teneteli in caldo. Mettete di nuovo la salsa sul fuoco basso e lasciatevela finché risulterà un po’ addensata, poi versatela molto calda sulla carne. Servite subito.






Crocchette di pollo fritto con ketchup e salsa di soia

Ingredienti
2 confezioni di crocchette di pollo già impanate
ketchup
salsa di soia
olio

Friggere le crocchette per il tempo indicato sulla confezione in abbondante olio. Servire con una salsa ottenuta aggiungendo un po' di salsa di soia al ketchup. Mangiare calde.









Ingredienti
Una vaschetta di gamberi sgusciati, ma con la coda
150 g di farina
150 g di farina di riso
1 cucchiaino di bicarbonato
300 ml di acqua ghiacciata

Mescolate le farine ed il bicarbonato ed aggiungete l'acqua fino ad ottenere una pastella densa. Immergetevi i gamberi e friggete per 1-2 minuti. Salate e pepate.







Riso alla cantonese (Enciclopedia della cucina internazionale)

Ingredienti per 4 persone
300 g di riso basmati
150 g di prosciutto cotto in una sola fetta
200 g di piselli sgranati
2 cucchiai di olio di semi
2 uova
sale e pepe

Lavate il riso sotto l'acqua corrente. Versatelo in una casseruola coprendolo con 1,5 cm di acqua sopra il livello del riso; salate e ponete sul fuoco per 15  minuti. Tagliate il prosciutto a dadini e sbollentate i piselli in acqua salata. Scolate il riso e tenetelo da parte.
Scaldate il wok e rosolate nell'olio il prosciutto per pochi istanti, unite i piselli, il riso, sale pepe e le uova leggermente sbattute. Mescolate per rompere la frittata che si andrà formando. Servite caldo.


E per dovere di cronaca c'erano anche gli snacks...





...e l'insalata thailandese (già pronti)!

                                                          

(Fine parte uno. A presto con la seconda parte...imperdibile!)

Fabio e Anna Luisa

mercoledì 18 novembre 2009

Vitigni d'autunno

Qualcuno di voi già lo saprà, una delle mie passioni maggiori è senza dubbio la fotografia. Mi piace fotografare un po' di tutto, ma prediligo la fotografia naturalistica. E così che una mattina, dopo aver visto che le previsioni del tempo sono buone, preparo la mia borsa con tutta l'attrezzatura, imposto il TomTom ("benedetto" TomTom) in direzione Solopaca, in provincia di Benevento e via! Vi domanderete perché proprio Solopaca. Tutta questa zona del beneventano è ricca di vigneti. E' proprio da qui che provengono le note Falanghina e Aglianico che sovente accompagnano i pasti di campani e non. Vini corposi e saporiti. Ma anche se siamo in periodo di vino novello, non è esattamente questo il motivo che mi spinge in queste zone. La cosa che mi affascina maggiormente sono i colori che prendono in questa stagione le foglie della vite. Si va dal giallo intenso, all'arancio fino al più corposo rosso, come il colore del nettare che si estrae da queste uve. La giornata promette veramente bene. Il cielo è terso, la temperatura è gradevole e già assaporo di trascorrere una piacevole giornata da solo, in mezzo alla natura, per stradine di campagna, io e i vitigni. Non arrivo neanche a Benevento (ecco ora spiegato l'antico nome Maleventum...) che un bel nebbione mi accoglie a braccia aperte. Come sempre cerco di trovare l'aspetto positivo, penso a quel po' di nebbiolina tra i filari che rende il tutto ancora più suggestivo. Per fortuna si tratta di una leggera foschia ed il Sole sembra voler far capolino. Inizio così a fare alcuni scatti e mi inoltro in zone a me assolutamente sconosciute alla ricerca di vitigni rossicci da fotografare. Ad un bivio mi inerpico per una stradina e faccio una sosta per fotografare un interessante vitigno. Quando sto per andare via, alla ricerca di un altro posto, il Sole tanto atteso mi da il buongiorno, ed invece di andare via, torno a fotografare il tutto con una luce diversa e sicuramente migliore mentre l'ultima nebbia si dirada dalle montagne circostanti. Appagato degli scatti fatti, torno in macchina e...sorpresa. Il "benedetto" TomTom, (che incautamente avevo lasciato collegato all'accendisigari), ha letteralmente prosciugato la batteria dell'auto...E così (anche se non era esattamente come avevo immaginato) mi ritrovo davvero solo, io e le vigne, in mezzo alle campagne. Chiamata l'assistenza stradale non è per niente facile spiegare dove mi trovo. In che comune sarò??? Almeno "l'amico" Tommy mi dice il nome della strada. In mezz'ora passa una sola macchina a cui chiedo dove mi trovo. Riesco così a fornire le indicazioni al soccorso stradale che mi viene a recuperare facendo partire di nuovo l'auto. Nell'attesa del carro attrezzi...continuo a scattare con indosso il mio bel giubbottino giallo fosforescente ultimo grido... Che spavento! Già mi vedevo dover trascorrere ore e ore in attesa di qualcuno, ma non ho escluso scenari peggiori, andando dal rapimento, al sequestro, non escludendo nemmeno l'omicidio. Il furto dell'auto l'ho escluso, tanto non sarebbe mai partita. Il tizio dell'assistenza è una persona molto gentile e mi da anche delle indicazioni su dove trovare una zona interessante per le mie fotografie.  Mi dirigo così a Torrecuso dove in effetti ci sono altri bei filari ad attendermi. Ovviamente non posso spegnere la macchina, quindi non mi posso allontanare troppo dalla stessa, non posso fermarmi a mangiare o a fare "altro". Ma qualche altro scatto ne viene fuori. Messo in memoria un altro tot di Mb, faccio ritorno a casa.
Qui posto solo alcuni dei miei scatti, gli altri li potete vedere sul nostro fotoalbum:
http://fotoalbum.alfapics.it/ nella sezione "Varie"->Vitigni d'autunno

Fabio